Il Ponte sullo Stretto di Messina si avvicina a un altro passaggio decisivo del suo iter e, proprio alla vigilia dell’istruttoria al Cipess, registra un avvicendamento ai vertici tecnici. Dal prossimo primo ottobre Valerio Mele, direttore tecnico della Stretto di Messina (Sdm), assumerà infatti l’incarico di chief operating officer alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato di Anas, diventando il massimo vertice tecnico dell’azienda.
Un passaggio che la società definisce programmato e condiviso da tempo e che, dunque, non modifica il percorso dell’opera. «Mele negli ultimi tre anni ha acquisito una grande esperienza maturata nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina», spiega Sdm, sottolineando come il nuovo incarico «coincide
con l’avvio nei prossimi giorni dell’istruttoria presso il Cipess, con la quale si aprirà una nuova fase per lo sviluppo del progetto».
Il cambio di ruolo si inserisce quindi in una fase nella quale il dossier è chiamato a compiere un ulteriore passo avanti. La società chiarisce infatti che «il nuovo incarico in Anas è stato deciso e condiviso da tempo» e soprattutto che «la Stretto di Messina ha già acquisito le risorse tecniche necessarie per la realizzazione del Ponte». Una precisazione che punta a garantire la continuità della struttura mentre il progetto entra nella fase delle decisioni istituzionali. Un percorso che ha già incassato il parere favorevole dell’Autorità di regolazione dei trasporti e quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici, due passaggi tecnici rilevanti per un’opera che vale oltre 13 miliardi di euro.
Nei prossimi giorni si aprirà dunque l’istruttoria presso il Cipess. Restano naturalmente i passaggi previsti dalla procedura, compresi quelli della Corte dei Conti, ma il governo continua a indicare nel 2026 l’orizzonte per l’avvio dei cantieri. Lo ha ribadito nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, secondo cui il dossier è in una «fase molto avanzata». Il ministro ha ricordato che il passaggio finale spetta alla Corte dei Conti, «ovviamente un organismo indipendente», mentre il Cipess dovrà mettere a punto una nuova delibera alla luce dei rilievi intervenuti nel percorso amministrativo.
