Al giorno d’oggi capita sempre più spesso che marito e moglie scelgano di indicare due diverse residenze: il matrimonio non impone più una convivenza forzata, ma alla base della decisione di stabilire il proprio domicilio in case separate, possibilità che il nostro ordinamento riconosce anche quando si parla di due Comuni differenti e ben distanti tra loro, devono esserci comprovate esigenze. In sostanza non importa quale sia la motivazione, che si tratti di questioni di lavoro, di salute, familiari o logistiche, l’importante è che all’Erario non risulti un espediente per tagliare le imposte. Ma concretamente che cosa cambia per le dichiarazioni, l’Imu, la Tari o l’Isee?
I coniugi con residenze anagrafiche differenti conservano il diritto di optare per la dichiarazione dei redditi congiunta tramite il modello 730, a condizione che il matrimonio sia in essere e che nessuno dei contribuenti risulti esonerato dall’adempimento. Tale separazione non influisce sulla determinazione del reddito complessivo della coppia, per cui la convivenza non è assolutamente un vincolo: l’unico requisito richiesto in questi casi è che ciascuno dei due dichiaranti indichi chiaramente nella compilazione del documento il proprio domicilio fiscale.
Per quanto concerne l’Imu, la Corte Costituzionale, con la pronuncia n. 209/2022, ha chiarito che i coniugi che vivono in case diverse hanno diritto all’esenzione per entrambi gli immobili. L’agevolazione, tuttavia, spetta a condizione che ciascuna proprietà rispetti i criteri di abitazione principale. Per ottenere questo beneficio devono coesistere contemporaneamente due requisiti imprescindibili, vale a dire l’effettiva iscrizione anagrafica presso l’indirizzo dell’immobile nonché la presenza fisica nell’abitazione per la maggior parte dell’anno (dimora abituale), un dato che deve trovare riscontro oggettivo nei volumi di consumo delle utenze domestiche.
Le regole cambiano quando si passa alla Tari. Questa imposta si basa sul mero possesso o utilizzo, a qualunque titolo, di spazi coperti o aree scoperte che possano generare rifiuti: il computo del tributo comunale dipende dalle dimensioni dell’immobile e dal numero dei componenti del nucleo familiare. Qualora i coniugi abbiano residenze separate, ciascuno di essi verserà la Tari spettante per la casa in cui vive formalmente.
Sul versante Isee bisogna procedere con estrema cautela: possedere due diverse residenze non influisce, dal momento che il reddito non viene frammentato né si riduce il valore dell’indicatore. In sostanza, i coniugi continuano a costituire un unico nucleo familiare, a prescindere dal fatto che vivano sotto tetti diversi. In fase di compilazione della Dsu, la coppia è tenuta a indicare convenzionalmente solo una delle due abitazioni come residenza della famiglia: nel modello devono continuare a essere inseriti i conti correnti, i beni patrimoniali e le entrate di entrambi i soggetti, confermando che la separazione fisica non evita il cumulo dei redditi dei coniugi.
Occhio ai controlli, ovviamente. Le amministrazioni comunali e la polizia locale hanno la facoltà di verificare l’autenticità dei domicili dichiarati, avvalendosi soprattutto dello storico delle utenze: un livello di consumi di luce, acqua e gas insolitamente ridotto, incompatibile con una reale quotidianità nell’immobile, legittima il Comune a cancellare la residenza con efficacia retroattiva. Cosa si rischia, dunque?
Mentire per tagliare le tasse comporta non solo la perdita immediata dei benefici, come l’esenzione Imu, e l’obbligo di versare le imposte arretrate con l’aggiunta di sanzioni e interessi, ma significa sconfinare nel penale. Attestare il falso a un pubblico ufficiale configura infatti il delitto di falso ideologico, che prevede la reclusione fino a 2 anni per chi attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità (come accade nelle autocertificazioni), rendendo tale dichiarazione a un pubblico ufficiale e la reclusione non inferiore a 3 mesi se la falsità si riferisce a comunicazioni dello stato civile, come dichiarazioni di nascita, matrimonio, morte.
