Dopo un’estate torrida nella quale il gas ha consentito di tenere accesi i condizionatori, gli stoccaggi permetteranno all’Italia di affrontare anche l’inverno e alimentare il riscaldamento. È il messaggio arrivato da Snam, che però non sottovaluta il rischio di chiusura per molte imprese alle prese con il caro-energia. Un allarme rilanciato da Federacciai, che vede nei prossimi mesi possibili ripercussioni sulla continuità produttiva e lo stop di impianti siderurgici se i prezzi di elettricità e gas resteranno elevati. L’associazione chiede anche di sospendere almeno in parte l’Ets, il sistema europeo per la riduzione delle emissioni. «Siamo contenti, abbiamo superato l’85% e raggiungeremo il 90% di riempimento prima della fine della stagione estiva», quindi entro il 31 ottobre. «Siamo nelle condizioni necessarie per affrontare l’inverno in sicurezza», ha spiegato l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, avvertendo però che si tratta di «condizioni necessarie ma non sufficienti». La presenza di Paesi come la Germania con livelli di stoccaggio più bassi impone infatti di monitorare la situazione «con grande attenzione». Ad agosto la domanda italiana di gas naturale è aumentata del 15% rispetto allo stesso mese del 2025, il rialzo percentuale più alto del 2026, dopo quelli registrati a maggio, giugno e luglio. «Questa estate il termoelettrico col gas è riuscito a tenere in piedi il Paese», ha sintetizzato Scornajenchi. Sul possibile tetto al prezzo del gas, il manager ha spiegato che «il governo sta lavorando a diverse iniziative. Al momento non abbiamo novità», sottolineando che «la situazione è certamente molto complessa» e che il costo dell’energia pesa «sia sulle famiglie che sulle imprese».
Proprio sulle aziende Scornajenchi ha espresso preoccupazione, richiamando il rischio che i prezzi dell’energia mettano in difficoltà la produzione italiana. Un allarme fatto proprio da Federacciai, che definisce «gravissima» la situazione delle industrie energivore e, in particolare, della siderurgia.
