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Politica estera

Bab el-Mandeb sotto attacco, l’Italia muove la Marina. Crosetto: “Garantiremo il transito delle nostre navi”

La crisi si somma alle tensioni a Hormuz e minaccia rotte, prezzi e approvvigionamenti. Il ministro: “Difendere il mare significa proteggere economia e famiglie”

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Una grave crisi economica sta coinvolgendo, dopo lo stretto di Hormuz, anche quello di Bab e-Mandeb, in seguito all’intensificarsi degli attacchi degli Houthi yemeniti, alleati e foraggiati dall’Iran. Questo sviluppo è parte sempre del conflitto in corso tra Stati Uniti e Repubblica islamica. La preoccupazione della comunità internazionale è alle stelle e anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha comunicato come l’Italia intende affrontare le circostanze attuali. “Di fronte alla difficile situazione che si sta ripresentando nello stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge alla crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane - ha affermato Crosetto intervenendo alla quarta edizione del Forum “Risorsa Mare” organizzato da Teha Group a La Spezia. “Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia la missione dell’Ue Aspides a decidere se le navi possono passare o meno. Probabilmente ci attiveremo in modo tale che le navi italiane possano iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra. Abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio. Non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici aggravino una situazione già complessa, con conseguenze dirette sulla nostra economia e sulla vita dei cittadini”, ha spiegato il ministro.

E ha proseguito: “Quando una rotta marittima viene interrotta, le merci arrivano in ritardo, i costi aumentano e crescono i prezzi per famiglie e imprese. E ogni crisi economica colpisce soprattutto le persone più fragili, mettendo a rischio la coesione sociale e la stabilità del Paese. Difendere la libertà di navigazione significa quindi proteggere il lavoro delle aziende, il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità dell’Italia di produrre ricchezza”. E ha poi sottolineato: “Significa anche difendere ciò che si trova sotto la superficie del mare: i cavi attraverso cui transitano i dati, i collegamenti energetici e tutte quelle infrastrutture essenziali di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando vengono danneggiate. Oggi il compito della Difesa va ben oltre il suo perimetro tradizionale. Non riguarda soltanto la protezione fisica del territorio da possibili minacce, ma anche la sicurezza economica, energetica, digitale e delle comunicazioni”.

Il ministro ha quindi chiarito: “Perché si può colpire una Nazione non soltanto con le bombe, ma anche compromettendone l’economia, la coesione sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Quasi il 90% del traffico mondiale delle merci viaggia via mare. Per una grande Nazione marittima come l’Italia, presidiarlo significa difendere la propria sicurezza, la propria prosperità e il proprio futuro”. Crosetto ha infine concluso: “Il mare e da secoli parte della nostra storia e una delle principali fonti della nostra ricchezza. La Difesa e la Marina Militare continueranno a proteggerlo, intervenendo con concretezza ogni volta che sarà necessario tutelare gli interessi nazionali e la sicurezza degli italiani”. L’Italia già da tempo è impegnata in teatri operativi tra Mar Rosso e Oceano Indiano.

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