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Politica estera

Trump da rimonta con spot e comizi. Il tour elettorale per evitare il crollo

Carovita e guerre: il presidente alle prese con il calo dei consensi. E passa al contrattacco

President Donald Trump hands a signed executive order to White House aide Natalie Harp at a campaign rally at the Pinnacle Bank Expo Center, Monday, Oct. 5, 2026, in Grand Island, Neb. (AP Photo/Alex Brandon) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

A meno di quattro settimane dal voto di Midterm, i Repubblicani hanno un problema: Donald Trump. L’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos (ma il trend è generalizzato) diffuso lunedì indica che il presidente ha un indice di approvazione di appena il 32 per cento. È un record negativo. L’impopolarità del tycoon e la delusione suscitata nella maggioranza degli elettori che due anni fa lo riportarono alla Casa Bianca per quanto realizzato nei primi due anni di presidenza difficilmente potranno essere ribaltate entro il 3 novembre. Troppe le criticità: economia, carovita, guerra con l’Iran, comportamenti erratici, accuse di corruzione. Perfino la lotta all’immigrazione illegale, forse il maggiore successo, finora, del secondo mandato di Trump, con i suoi eccessi violenti e indiscriminati ha finito per alienare ai Repubblicani il voto ispanico, appena conquistato nel precedente ciclo elettorale. Consensi che finiranno per pesare in Florida e, soprattutto, in Texas, Stato rosso (il colore dei Repubblicani) per eccellenza, ora diventato contendibile. Le previsioni per la Camera dei Rappresentanti al momento assegnano ai Democratici il 75%-80% di percentuali di vittoria. Bisognerà poi vedere in quanti seggi si tradurrà questa nuova probabile maggioranza.

Ma in questo sprint finale verso il voto, è sul Senato che si concentrano le macchine elettorali dei due partiti. Cinque le sfide che determineranno il controllo della Camera Alta del Congresso: Alaska, Maine, North Carolina, Michigan, Ohio, Texas e Kansas. Perfino in quest’ultimo Stato, dove i Democratici non vincono un seggio senatoriale da oltre 90 anni, è in corso un testa a testa tra i candidati dei due schieramenti. In questo contesto, Trump e i suoi consiglieri hanno scelto una strategia elettorale di contenimento del danno. Il presidente si è imbarcato da giorni in un tour degli Stati tradizionalmente repubblicani, dove la sua presenza è meno richiesta, inviando il vice JD Vance a fare campagna nei territori più in bilico. «Fate finta che ci sia il mio nome sulla scheda», continua a ripetere il tycoon, sperando di poter ancora contare sul proprio valore aggiunto. Eppure, l’obiettivo, per quanto implicito, appare chiaro: allontanare da sé l’ombra della sconfitta; mobilitare negli Stati «red» l’elettorato Maga, per evitare ulteriori sconfitte imbarazzanti; scaricare eventualmente la colpa della debacle elettorale su altri fattori. L’elenco stilato dallo stesso Trump è lungo: dai media «fake news», vecchio cavallo di battaglia, al «deep state», ai «brogli elettorali» di cui regolarmente, senza prove, accusa i Democratici. Perfino i prezzi stratosferici del diesel, che si ripercuotono su decine di catene di approvvigionamento e sulle tasche degli americani, sono attribuiti non alla guerra contro Teheran, che ha stravolto i mercati energetici globali, ma ai bombardamenti delle raffinerie russe da parte dell’Ucraina. In questo calderone di nemici interni ed esterni, è finita anche Fox News, la rete ultra conservatrice alla quale Trump deve molto delle sue fortune politiche, accusata di non dare sufficiente spazio ai candidati repubblicani.

Unica eccezione fatta dal tycoon nel suo tour elettorale è il Texas, dove il suo candidato al Senato, il discusso Ken Paxton, sopravvissuto a vari scandali di corruzione e sessuali, rischia la sconfitta contro l’outsider James Talarico, astro nascente dei Dem. E il Michigan, dove il democratico progressista Abdul El-Sayed, subito ribattezzato «jihadista», ha buone chance di conquistare il seggio senatoriale. Il Michigan, in realtà, non era programmato. Trump ha deciso di farci visita solo dopo che Barack Obama ha annunciato la sua presenza nello Stato.