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Politica estera

C‘è un prima e un dopo Trump: così il presidente Usa ha travolto i codici della politica

Da Truth all’ultimo attacco sul voto “corrotto” negli USA: la strategia dirompente del tycoon che fa a pezzi la fiducia nelle Istituzioni e riscrive le regole dei leader globali

C’è da scommetterci almeno un paio di euro che nel 2028 il presidente Donald Trump completerà la sua seconda esperienza alla Casa Bianca, gli studiosi di comunicazione politica inizieranno a datare le loro ricerche sull’evoluzione dei linguaggi e dei codici dei leader politici adottando una classificazione che prevede un prima e dopo di Trump.

Sin dal suo primo giorno al 1600 di Pennsylvania Avenue, non è passato un singolo giorno in cui il presidente non ha postato sui suoi social, a cominciare ovviamente da Truth, il social media finanziato da una delle sue aziende e lanciato nel febbraio del 2022 dopo l’espulsione da Facebook, Instagram e Twitter, un contenuto che rendesse sempre più profonda la discontinuità con ciò che era la comunicazione politica precedente.

L’ultimo post pubblicato, giustappunto su Truth, il cui account dal giorno dell’elezione è cresciuto di oltre 2 milioni di nuovi follower, è l’ennesima dimostrazione di questa impostazione disruptive, dirompente a prescindere: “Oggi 125 milioni di persone hanno votato al primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile. I risultati sono stati resi noti poco dopo la chiusura delle urne, lo stesso giorno! A Detroit, Philadelphia, in California e in numerose altre città e stati USA, per i risultati — relativi a numeri ben più ridotti — occorrono spesso settimane per... truccarli, volevo dire, per calcolarli. Il sistema di voto in America è corrotto”.

Adesso, sono pochi, se non nessuno fatta eccezione proprio per Donald Trump, i leader delle liberal democrazie contemporanee che possono utilizzare un linguaggio così tranchant, totalmente irriguardoso di quelle Istituzioni e processi che essi stessi rappresentano e che dovrebbero tutelare, che manda in frantumi quello strato di fiducia necessario tra cittadini e istituzioni che tiene insieme il funzionamento dei sistemi democratici. Un presidente che definisce corrotto il sistema di voto nel Paese che rappresenta è già di per se una notizia, che poi lo faccia costantemente e senza alcun tipo di filtro o remora diventa una strategia anche pericolosa di legittimazione della propria autorità.

Ma, Trump come detto ci ha abituato in questi 20 mesi di presidenza a non stupirci più di nulla e chissà quale sarà il prossimo post “alla Trump” che i media tradizionali riprenderanno dandogli ulteriore visibilità.

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