Un fulmine a ciel sereno ha sconquassato la politica del Paraguay, con il 47enne Santiago Peña che ha lasciato la presidenza ieri, appena due giorni dopo che la Banca centrale del Paese sudamericano aveva avviato la procedura di liquidazione di Ueno, in seguito alla discesa dell’indice di solvibilità sotto la metà del minimo legale. Peña ha annunciato le dimissioni in un video su X, dicendo di farlo esclusivamente in nome della stabilità del Paese e della tutela delle istituzioni democratiche. «È uno dei momenti più difficili della mia vita», ha dichiarato, chiedendo scusa ai paraguaiani «se in qualche momento ho fallito» e indicando come priorità la tranquillità di chi aveva affidato i propri risparmi al sistema finanziario, senza però assumersi responsabilità per il collasso di Ueno Bank, la maggiore banca digitale del Paese, di cui lo stesso Peña era stato azionista fino al marzo dello scorso anno.
L’istituto, con 2,9 milioni di clienti, gestiva circa 850 milioni di dollari di risorse pubbliche, compresi fondi dell’Istituto di previdenza sociale. Anche la compagnia elettrica statale Ande e l’ente binazionale che gestisce la diga idroelettrica di Itaipú avevano depositi presso la banca. Dal 3 novembre, i clienti non possono più accedere ai propri conti; tra loro ci sono circa 32mila pensionati. Meno di un’ora dopo la consegna della lettera di dimissioni da parte del ministro dell’Interno Enrique Riera, la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la richiesta di avviare il giudizio politico contro il presidente. La decisione finale spetta ora al Senato, che dovrà stabilire se accettare le dimissioni e archiviare il procedimento oppure proseguire con il processo di destituzione. Nel frattempo, il 52enne vicepresidente Pedro Alliana, vicino all’ex presidente paraguayano Horacio Cartes, figura dominante del Partido Colorado, è destinato a subentrare alla presidenza, assicurando la continuità del partito al governo. A Peña viene contestato soprattutto un conflitto d’interessi legato alla nomina di Carlos Carvallo, ex dirigente della finanziaria da cui è nata Ueno, alla guida della Banca centrale. Carvallo si è dimesso e otto dirigenti della banca sono stati arrestati. Il Paraguay era considerato un’economia in crescita, attrattiva per gli investitori brasiliani e vicina agli Stati Uniti. Il collasso di Ueno, nata come finanziaria negli anni Settanta, trasformata in banca nel 2023 e cresciuta con l’assorbimento di Visión Banco, ha incrinato questa immagine. Le autorità escludono una crisi generalizzata, ma la concentrazione di risparmi privati e risorse pubbliche in un solo istituto ha messo in luce una vulnerabilità strutturale. Il Fondo di Garanzia copre fino a circa 38mila dollari per depositante; restano da chiarire la sorte dei depositi superiori a tale soglia e dei fondi previdenziali.
