Flávio Bolsonaro fugge dal Brasile perché ha perso le elezioni presidenziali e rischia ora di dover rispondere davanti alla giustizia di un sistema di affari, società offshore e movimenti di denaro che gli investigatori sospettano sia servito a riciclare capitali attraverso il mercato delle scommesse online. La sconfitta contro Lula da Silva ha fatto precipitare una situazione giudiziaria già compromessa.
Per comprendere le ragioni della fuga bisogna seguire il denaro. Non quello della campagna elettorale, almeno non soltanto, quello che negli ultimi tre anni ha attraversato un settore cresciuto a velocità impressionante: le scommesse sportive e i casinò online. Un mercato miliardario nel quale gli investigatori brasiliani sospettano che Flávio Bolsonaro abbia avuto interessi nascosti attraverso società registrate in Portogallo, riconducibili all’avvocato e amico di famiglia Willer Tomaz.
È qui che la vicenda politica incontra quella criminale. Ed è qui che il figlio dell’ex presidente rischia di ritrovarsi coinvolto in un’indagine assai più pericolosa di una contestazione elettorale.
La storia comincia a Rio de Janeiro nel 2023, quando il Brasile sta diventando uno dei mercati più promettenti per il gioco online. La società Rede Loto, legata alla famiglia Tomaz, paga cinque milioni di reais per ottenere una licenza quinquennale dalla lotteria statale Loterj. Nasce Loto Carioca, successivamente trasformata in BestBet. Formalmente, la proprietà appartiene a Cathedral Holdings, una società portoghese con sede a Funchal, sull’isola di Madeira. La struttura societaria consente di non rendere immediatamente identificabili tutti i beneficiari effettivi. Secondo la ricostruzione pubblicata da Sports and Crime, è proprio dietro questo schermo che gli investigatori sospettano si nasconda una partecipazione di Bolsonaro. Un’ipotesi che il senatore e Tomaz respingono.
Il primo elemento concreto che collega i due uomini non è però un contratto societario. È un viaggio. Il 23 maggio 2025 Flávio Bolsonaro e alcuni familiari volano su un jet privato insieme a Tomaz, da Cascais, in Portogallo, verso Nizza e poi Parigi. Il contratto del volo, ottenuto dal quotidiano Folha de S.Paulo, è intestato proprio a Cathedral Holdings. Tomaz sostiene di aver pagato personalmente una vacanza tra amici, senza pretendere nulla in cambio.
Il giorno precedente al viaggio, il 22 maggio, una dipendente del suo ufficio aveva scritto alla banca Santander chiedendo modifiche ai profili di accesso di alcuni conti riconducibili alla società Alcazar, anch’essa registrata a Madeira. Nella corrispondenza bancaria compare il nome di Bolsonaro accanto a quello di Tomaz. Non è la prova che il senatore possedesse quei fondi, è un elemento che gli investigatori intendono chiarire.
C’è poi il capitolo dei rapporti politici. L’autorizzazione concessa a Rede Loto era stata firmata da Hazenclever Cançado, dirigente della lotteria statale che, secondo fonti citate da Folha, aveva ottenuto quell’incarico anche grazie alla raccomandazione di Bolsonaro. Loterj sostiene che la società possedeva tutti i requisiti richiesti. Resta tuttavia da accertare se i rapporti personali e politici abbiano avuto un ruolo nell’operazione.
L’affare più consistente, secondo gli accertamenti, non riguarda neppure le scommesse raccolte da BestBet. Riguarda i soldi che passano attraverso le piattaforme. RioPag, società incaricata di gestire depositi e prelievi per diversi operatori autorizzati, trattiene commissioni su ogni movimento. Tra giugno 2023 e agosto 2026 incassa 187,8 milioni di reais, prima dei costi operativi. Seguendo la catena delle partecipazioni, i giornalisti di Agência Pública hanno ricostruito collegamenti con Capital Pretium ed Embrasis, società quest’ultima appartenente a Tomaz e alla sorella. Nel 2024, secondo la dichiarazione fiscale dell’avvocato, almeno 67,7 milioni di reais gli sarebbero arrivati da Embrasis.
È il comportamento finanziario di Tomaz sulle piattaforme di gioco ad aver attirato l’attenzione degli investigatori. Tra il 2025 e il 2026 avrebbe effettuato puntate per circa 6,3 miliardi di reais (poco più di un miliardo di euro), una cifra che comprende anche denaro giocato più volte nel corso delle stesse sessioni. In una sola notte, il 29 luglio 2025, avrebbe depositato undici volte centomila reais, perdendo complessivamente 1,1 milioni. Il 30 ottobre dello stesso anno avrebbe versato sette milioni di reais in quattordici operazioni, per ritirarne sei milioni il giorno successivo attraverso dodici trasferimenti effettuati in appena diciotto minuti.
È su questi movimenti che si concentra il sospetto di riciclaggio. Secondo l’ipotesi investigativa, il denaro potrebbe essere stato immesso nel circuito del gioco per uscirne con una provenienza apparentemente legittima. Le perdite sarebbero state considerate il costo necessario a ripulire il resto dei capitali. Gli inquirenti verificano inoltre se Tomaz avesse interessi nascosti nella stessa piattaforma Blaze, circostanza che potrebbe aver consentito il ritorno indiretto di parte delle somme perse. Tomaz nega ogni illecito e sostiene di aver giocato utilizzando denaro personale di provenienza lecita.
Il 23 ottobre, due giorni prima delle elezioni presidenziali, il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes dispone nei confronti di Tomaz il congelamento di beni fino a sei miliardi di reais e la sospensione delle attività delle sue società. Ordina inoltre agli istituti bancari di comunicare l’identità delle persone autorizzate a operare sui conti, compresi gli utilizzatori precedenti. È una decisione che può permettere agli investigatori di andare oltre le email recuperate e verificare direttamente chi aveva accesso al denaro. Tomaz, intanto, aveva già lasciato il Brasile in agosto.
Per Flávio Bolsonaro il pericolo giudiziario è aggravato da un’altra circostanza. La fine del mandato senatoriale, il 31 gennaio 2027, gli farà perdere il particolare regime di giurisdizione collegato alla carica. E le indagini che lo riguardano non si limitano al mondo delle scommesse.
In un secondo procedimento è sospettato di aver ricevuto milioni di dollari da un banchiere coinvolto in vicende giudiziarie. Gli inquirenti verificano se una parte di quei fondi sia stata utilizzata per sostenere il fratello Eduardo negli Stati Uniti e finanziare iniziative politiche rivolte all’amministrazione Trump. Anche queste accuse sono respinte da Bolsonaro.
La sconfitta elettorale arriva dunque nel momento peggiore. Lula conquista oltre 64 milioni di voti, staccando il rivale di circa 4,4 milioni. Bolsonaro non riconosce il risultato e denuncia presunti brogli senza presentare, finora, prove sufficienti a dimostrarli. Chiede l’annullamento dell’elezione. Il suo partito, invece, riconosce la vittoria del presidente uscente.
Poi arriva l’ordine di consegnare i passaporti. E la fuga verso gli Stati Uniti. Il precedente familiare è inevitabile. Anche Jair Bolsonaro aveva raggiunto gli Usa dopo la sconfitta del 2022, prima di rientrare in Brasile e affrontare il procedimento che lo avrebbe portato alla condanna a 27 anni per il tentativo di colpo di Stato. Ora il figlio sembra cercare riparo nello stesso Paese, in condizioni politiche profondamente diverse. Alla Casa Bianca c’è Donald Trump, che ha già accusato la magistratura brasiliana di perseguitare l’ex presidente e ha messo in dubbio, senza prove, la regolarità dell’ultima elezione.
Il fratello Eduardo, che vive negli Stati Uniti, aveva del resto anticipato pubblicamente quale sarebbe stata, a suo giudizio, la scelta necessaria in caso di sconfitta: lasciare il Brasile.
Resta da capire che cosa accadrà adesso. Non risulta ancora chiarito attraverso quale itinerario Flávio Bolsonaro abbia lasciato il Paese, se abbia raggiunto effettivamente il territorio americano e se intenda chiedere asilo politico. La cancellazione dei passaporti rende ancora più delicata la sua posizione. Un’eventuale richiesta di protezione negli Stati Uniti aprirebbe una controversia politica e diplomatica con il governo Lula, non cancellerebbe le indagini brasiliane.
Sul piano giudiziario, la procura generale dovrà valutare gli elementi raccolti dalla Polizia federale e decidere se formulare accuse, chiedere nuovi accertamenti oppure archiviare. Nessuna delle ipotesi di riciclaggio contestate a Bolsonaro può essere considerata, allo stato, una responsabilità accertata. La Corte Suprema dovrà eventualmente valutare l’ammissibilità delle imputazioni.
Intanto, le banche devono rispondere alle richieste del giudice Moraes. È questo il passaggio decisivo. Gli investigatori vogliono sapere chi poteva movimentare i conti delle società portoghesi, chi disponeva dei fondi e chi ne era il beneficiario effettivo. Perché il punto non è più soltanto stabilire se un uomo politico abbia viaggiato sul jet privato di un amico facoltoso. È accertare se quell’amicizia nascondesse un rapporto economico e se il denaro delle scommesse sia servito a finanziare interessi personali e politici.
Flávio Bolsonaro ha perso le elezioni e ha lasciato il Brasile proprio mentre i magistrati cercavano di ricostruire questi rapporti. Può denunciare una persecuzione politica, può contestare gli atti giudiziari, può difendersi dalle accuse. La sua fuga pone una questione che nessuna dichiarazione pubblica può risolvere: perché un uomo che prometteva di consegnare i passaporti e difendersi davanti ai giudici ha scelto di partire prima che scadesse il termine imposto dalla Corte Suprema?
La risposta, probabilmente, non arriverà dalla politica. Potrebbe trovarsi negli estratti conto che gli investigatori brasiliani stanno cercando di ottenere.
