Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:59
Politica estera

El-Sayed, musulmano in Senato: chi è lo spauracchio d’Occidente

Il medico di 42 anni sostenuto da Obama ha vinto in Michigan. I legami con i gruppi islamisti, il tifo per le Primavere Arabe. Lui festeggia: “Alhamdulillah, che Dio sia lodato”. E sfotte Vance

epaselect epa13351863 US Senator-elect Abdul El-Sayed speaks during Michigan Democrats' election night watch party in Detroit, Michigan, USA, 04 November 2026. The 2026 midterm elections will determine congressional control and shape the final two years of President Donald Trump's term. EPA/SARAH YENESEL

«Possiamo passare da inshallah ad alhamdulillah», cioè da «se Dio vuole» a «che Dio sia lodato». Abdul El-Sayed è raggiante sul palco di Detroit, in Michigan. Nel cuore della notte americana, il 42enne medico, primo musulmano a entrare al Senato americano, si toglie qualche sassolino dalle scarpe. «Mi chiamo Abdulrahman Mohamed El-Sayed», dice sorridendo e richiamando il nome con cui Donald Trump lo aveva attaccato durante la campagna elettorale.

Il successo di El-Sayed è anche il successo della sinistra più radicale. Per lui si sono mossi i pezzi grossi del socialismo, come la deputata Alexandria Ocasio-Cortez e il senatore Bernie Sanders. La sua vittoria certifica che in seno alla sinistra è in corso una mutazione, anche laddove i democratici hanno sempre vinto puntando sui moderati.

Nel suo intervento, El-Sayed si è mostrato spavaldo, con un attacco diretto al vicepresidente JD Vance, apostrofato «JD, habibi», usando un termine affettuoso arabo che significa «amore mio»: «C’è una deliziosa ironia nel fatto che tu sia costituzionalmente obbligato a farmi prestare giuramento a gennaio» lo ha provocato.

La vittoria di El-Sayed porta con sé parecchie incognite. Tra tutti i dem che hanno sbancato alle midterm, lui è uno dei più mediatici e sopra le righe. Le sue proposte su sanità, istruzione, tasse e politica estera sono tra le più radicali della pattuglia democratica, ed è quindi lecito chiedersi come farà il partito a trovare una sintesi tra le sue diverse anime.

Ma sudi lui pesano anche gli interrogativi sui possibili legami con il mondo islamista. Il suo avversario repubblicano, Mike Rogers, lo aveva incalzato sui rapporti con la Fratellanza Musulmana, un movimento islamista nato in Egitto, che in alcuni contesti ha mostrato inclinazioni violente. Nel gennaio 2026, Washington ha infatti inserito le ramificazioni egiziana, giordana e libanese nelle proprie liste antiterrorismo.

El-Sayed ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento con la Fratellanza. Tuttavia, nel 2012 era stato tra i firmatari di una lettera aperta indirizzata all’allora presidente dell’Egitto, Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani. Il documento sosteneva le sue «decisioni rivoluzionarie» contro esponenti legati al regime del deposto presidente Hosni Mubarak. Un anno prima, El-Sayed aveva scritto un editoriale per l’HuffPost in cui esortava gli Stati Uniti ad appoggiare i manifestanti delle Primavere arabe, sostenendo che i timori che la rivolta «potesse far finire il Paese nelle mani dei Fratelli Musulmani» fossero esagerati. Un altro punto controverso riguarda i rapporti con il Cair (Council on American-Islamic Relations), una delle principali organizzazioni statunitensi per la difesa dei diritti civili dei musulmani, e con l’Islamic Society of North America (Isna). Durante la campagna sono finite nel mirino le donazioni di persone legate a queste realtà. A livello federale, il Cair può operare regolarmente sul territorio americano, ma Texas e Florida lo hanno designato come organizzazione terroristica. A preoccupare è il suo legame con lo streamer Hasan Piker, un influencer controverso che gli ha dato una grossa mano col voto giovanile, ma che in passato ha lanciato invettive contro gli Stati Uniti e Israele.

El-Sayed, pur ribadendo di non prendere ordini da un «tizio della California», non ha mai rotto del tutto con lui. Per tutte queste ragioni, il nuovo senatore sarà un osservato speciale a Washington: la sua esperienza rappresenterà un banco di prova per la nuova sinistra Made in Usa.

Commenti