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Politica estera

I latinos tornano dai democratici: così Trump ha perso un pezzo importante del suo elettorato

Non secondario appare il ruolo giocato dagli elettori ispanici nella vittoria dem alle midterm

Democratic US Senate candidate James Talarico speaks after winning the Texas race during a midterm election night watch party at the Long Center for the Performing Arts in Austin, Texas, on November 3, 2026. Democrat James Talarico on Tuesday won the US Senate race in Texas, flipping yet another seat for his party in a huge blow to Republicans, media projections showed. Talarico defeated the state's Attorney General Ken Paxton, a close ally of President Donald Trump, NBC News and CBS News projected. (Photo by RONALDO SCHEMIDT / AFP)

C’è una tempesta ispanica in arrivo e non sappiamo se sarà di categoria 2 o 5 ma si sta abbattendo proprio di fronte al partito repubblicano e loro non sanno come reagire. Queste le parole pronunciate nei giorni scorsi da uno stratega democratico del Texas per descrivere la situazione nel Lone Star State alla vigilia delle elezioni di metà mandato. Una profezia che non si è avverata solo in Texas con l’elezione trainata dai latinos di due democratici, James Talarico e Gina Hinojosa, rispettivamente alla carica di senatore e di governatore dello Stato. Lo smottamento texano del voto degli ispanici a favore del partito dell’asinello si è infatti esteso anche in alcuni distretti della Florida, oggetto la scorsa primavera di operazioni di gerrymandering da parte dei repubblicani, i quali attraverso la modifica spregiudicata dei collegi elettorali speravano di far eleggere i loro candidati. Tutto rivelatosi però inutile per il Gop.

Mentre continuano ad affluire dati che sarà possibile analizzare più nel dettaglio nelle prossime ore, occorre fare un passo indietro e sottolineare quanto sia difficile incasellare il voto ispanico in un’unica categoria omogenea. L’idea generale che i latinos siano più vicini ai dem è contraddetta ad esempio dal sostegno tradizionalmente garantito al Gop dai cubano-americani. Come pure dal fatto che molti latinos negli Usa abbiano condiviso il pugno duro esibito dall’amministrazione Trump nei confronti degli immigrati irregolari.

Per fare chiarezza sulla notte elettorale appena conclusa, si può partire da qualche dato ricavato dalle stime fornite dal Pew Research Center, secondo cui sarebbero circa 39 milioni gli ispanici che hanno diritto di voto negli Stati Uniti, un numero in aumento di circa 5,2 milioni rispetto al 2022. Alle elezioni presidenziali di due anni fa, Trump ha ottenuto circa il 48% dei voti di questo gruppo, facendo segnare un +12% rispetto al 2020 e + 20% rispetto al 2016. Possiamo farci un’idea dell’evoluzione del voto dei latinos passando ai dati provenienti dagli exit poll di Nbc News. Due anni fa, il 51% degli elettori ispanici supportarono Kamala Harris mentre alle elezioni di metà mandato di quest’anno il 62% di tale fascia di elettorato ha appoggiato candidati democratici alla Camera contro il 35% incassato dai rivali repubblicani. E ancora, sempre secondo quanto registrato da Nbc News, nel 2026 circa il 44% degli elettori ispanici si è dichiarato democratico, in aumento dal 39% del 2024.

Ancora prematuro appare, a poche ore dalla chiusura dei seggi ed a spoglio ancora in corso in molti Stati, trarre conclusioni definitive sul ritorno in casa democratica dei latinos. Diversi commentatori però hanno già affermato che il voto della comunità ispanica ha giocato un ruolo importante nella vittoria alle midterm del partito dell’asinello. Resta da capire quanto e se questa tendenza sarà confermata di qui alle elezioni presidenziali del 2028.

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