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Politica estera

I Paperoni britannici: “Orgogliosi di pagare. Ora Burnham ci tassi”

Gary Lineker e Julia Davies tra i 120 “patriotic millionaires” che chiedono al neopremier un’imposta del 2%

Lo scivolone della Bbc. Lineker torna

«Primo Ministro: ci tassi. Siamo orgogliosi di pagare e siamo qui per restare». È la curiosa richiesta contenuta in una lettera inviata in questi giorni a Andy Burnham, fresco di nomina alla guida del Regno Unito. Ma a sorprendere sono i mittenti: 120 milionari da tutto il paese. Non si tratta di un’iniziativa partita dal nulla. A promuoverla è un’associazione di «Paperoni» britannici nota come «Patriotic Millionaires».

«Sappiamo che la ricchezza e il potere si sono concentrati nelle mani di un piccolo gruppo per troppo tempo, a scapito del nostro Paese, della sua gente, della nostra democrazia e del nostro ambiente - si legge nella lettera - Per una Gran Bretagna migliore, questo deve cambiare; dobbiamo abbracciare un nuovo tipo di decentramento della ricchezza e del potere».

Nel concreto, il gruppo propone una tassa al 2% per i patrimoni superiori ai 10 milioni di sterline e una riforma delle imposte sulle plusvalenze. Misure che, secondo i promotori, porterebbero ad almeno 50 miliardi di sterline all’anno di entrate. I firmatari affermano di rappresentare la maggioranza dei milionari del Paese e che il 75% degli intervistati è favorevole ad un aumento delle tasse. Tra le firme spiccano l’ex campione di calcio e conduttore Tv Gary Lineker, l’impreditrice Julia Davies e il musicista Brian Eno. «I milionari sono un gruppo patriottico: amiamo questo Paese e vogliamo che prosperi - prosegue la lettera - Non stiamo parlando di tasse più alte per chi si alza ogni giorno e va a lavorare per guadagnarsi da vivere, ma per i più ricchi, il cui reddito deriva dalla ricchezza che possiedono».

Burhnam ha esordito approvando misure quali un tetto massimo di 2 sterline ai biglietti degli autobus e tagli fiscali del 20% per pub e discoteche. Tuttavia dovrà trovare le risorse per sostenere questa e altre misure, come le spese in difesa, e prima di diventare premier non aveva escluso una possibile patrimoniale. Tasse ai milionari o meno, il «Re del Nord» potrebbe quindi trasformarsi nel più temuto esattore del folklore inglese: lo sceriffo di Nottingham.

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