C’è chi denuncia il deterioramento della rete infrastrutturale spagnola come Santi Abascal, chi pretende spiegazioni dal Partito Socialista come Ada Colao e chi, come alcuni calciatori della Liga, puntano apertamente il dito contro Óscar Puente, ministro dei Trasporti. La Spagna che si interroga sulle cause del tragico incidente ferroviario di ieri è densa di reazioni politiche.
Ad aprire le danze è stato il leader popolare Alberto Feijóo che ha chiesto a Sánchez come è stato speso ogni singolo euro dei fondi dedicati alla manutenzione della rete ferroviaria, con riferimento alla necessità di fare luce sul mous operandi di un Ministero già parecchio attenzionato per casi di corruzione. Feijóo, in testa a tutti i sondaggi, ha però evitato di strumentalizzare l’accaduto e ha parlato di un momento di «rispetto per i morti e i feriti», ma ciò «non significa che gli spagnoli non si pongano domande impegnative e non meritino risposte». A seguirlo, a sorpresa, la leader del fronte di sinistra Ada Colau, intenta a chiedere al Psoe di assmersi la «responsabilità politica» dopo l’incidente e una verifica indipendente sullo stato della rete ferroviaria e dei servizi correlati, anche perché si tratta del secondo incidente così grave in un solo anno. «Non avrò pace finché questo governo - che è un’organizzazione criminale non siederà sul banco degli imputati per rispondere dei propri crimini» promette, tranchant, il leader di Vox Santiago Abascal, secondo cui la Spagna deve fare i conti di nuovo con morti, con una tragedia, con rabbia per «l’abbandono, la rovina e il tradimento subiti dal popolo spagnolo, molti vorranno aprire un nuovo dibattito chiedendo la sospensione della campagna elettorale e vorranno usare il dolore e il lutto, come hanno già fatto ad Adamuz, per cercare di mettere a tacere le lamentele e le proteste contro il degrado delle infrastrutture» circostanza che Abascal rigetta, per poi attaccare a testa bassa Puente: «Ciò che alcune persone dovrebbero sospendere non è la campagna elettorale, ma i loro balli e le loro macabre battute su Renfe». Ma non è stata solo la politica a indignarsi: alcuni calciatori della Liga hanno espresso sui social tutto il loro dissenso. Marcos Llorente, Dani Carvajal, Thibaut Courtois e Alex Baena hanno accusato il ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile: «Caro Óscar Puente, non è forse ora che metti da parte Twitter e ti concentri sul lavoro per cui ti paghiamo? Siamo stanchi dei politici che sembrano più interessati a vincere le discussioni sui social come ragazzini di 13 anni che ad adempiere alle proprie responsabilità». Il ministro in precedenza si era difeso, definendo l’incidente «incredibile» ed escludendo le sue dimissioni, anche se al voto manca solo un mese, mentre il premier Sánchez aveva ammesso che «due incidenti ad alta velocità in un anno sono inaccettabili».
