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Politica estera

Il disastro del modello britannico

C’è un Paese in cui la strategia suicida di blandire il voto delle comunità islamiche è già realtà

Le reti italiane dei Fratelli musulmani

Non c’è bisogno della sfera di cristallo per capire cosa potrebbe accadere in .Italia. C’è un Paese in cui la strategia suicida di blandire il voto delle comunità islamiche è già realtà. Un Paese in cui quella strategia ha già prodotto danni. Quel Paese è il Regno Unito. Lì bengalesi e pachistani spostano un mucchio di voti e fanno eleggere consiglieri, sindaci e parlamentari. Labour e Verdi se li contendono da tempo per ottenere uno zero virgola in più alle urne. È tutta strategia, sulla pelle degli inglesi. A Londra sono ormai dieci anni che a guidarla c’è un musulmano di origini pachistane. Non fa più notizia. Come non fanno notizia i manifesti elettorali in urdu e bengalese o i politici che giurano sul Corano biascicando un inglese stentato o le politiche che rivendicano con orgoglio il velo islamico. Se solo i nostri politici del campo largo guardassero i frutti avvelenati di tutto questo, capirebbero che nel Regno Unito la strategia di polarizzare il partito sul voto delle minoranze sta velocemente sfuggendo di mano. Ha dato i propri risultati nei collegi dove i musulmani superano il 30 per cento dei votanti, nei sobborghi di Londra, nella Grande Manchester e in città come Birmingham ma oggi pachistani e bengalesi hanno iniziato ad affrancarsi dai partiti progressisti tradizionali.

Per loro sono come taxi: buoni solo per arrivare al potere e poi piegare la società secondo il Corano.

L’islam politico mira a candidati indipendenti, non certo a rientrare nelle logiche occidentali delle correnti di partito. Ed ecco la fase successiva, quella che nel Regno Unito è già realtà e va oltre la raccolta dei voti di comunità. I tribunali islamici, la sharia che si fa legge, la poligamia che viene tollerata e il velo che arriva a coprire non più solo il capo ma anche gli occhi e la bocca. Ma soprattutto gli inglesi che, a poco a poco, diventano minoranza.

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