Toledo, Novi Sad, Tempi. Tre incidenti ferroviari che stanno cambiando i destini di Spagna, Serbia e Grecia. È imponente la mobilitazione in terra iberica dopo la tragedia che due giorni fa è costata la vita a 75 persone, con due italiane ferite e una vittima sportiva, la 24enne Julieta Gallego, specialista del salto in lungo. Ieri il Paese si è risvegliato con in bocca l’amarezza per un sistema che i tecnici sapevano non essere sicuro, senza contare che il ministero dei Trasporti aveva aggiudicato l’appalto per il rinnovo del sistema ERTMS nel settembre 2021, ma ne ha ritardato l’attuazione di più di cinquanta mesi. Fatti che hanno provocato l’indignazione popolare e la reazione della destra estrema di Vox.
Il partito guidato da Santi Abascal ha denunciato il ministro dei Trasporti, Oscar Puente, per presunti reati di omicidio colposo per grave imprudenza e lesioni: non avrebbe supervisionato gli enti dipendenti dal ministero. Per questa ragione ha chiesto alla Corte Suprema di convocare Puente come indagato e alcuni testimoni, oltre che nominare periti indipendenti specializzati nella circolazione ferroviaria. Infatti il tema è squisitamente tecnico, a questo punto, dal momento che Fabrizio Favara, ad di Iryo, la partecipata da Fs International i cui convogli sono rimasti coinvolti sia nell’incidente di Toledo sia in quello di Adamuz nel gennaio scorso che provocò 46 vittime, ha ammesso che le noie al sistema di Lzb erano state segnalate al Senato appena tre settimane fa. Si tratta di strumenti dedicati alla rete dell’alta velocità, come appunto la Madrid-Siviglia, dove c’è stata la tragedia ferroviaria. È emerso che in occasione un’audizione alla commissione d’inchiesta sui precedenti incidenti, su preciso quesito del Senatore di Vox Javier Alonso Coronel sulle anomalie delle infrastrutture, Favara aveva replicato così: «Il problema più frequente, al di là degli eventi straordinari come un incendio, riguarda il sistema di segnalamento Lzb, che è sicuro ma piuttosto vecchio. Ogni volta che si interrompe la connessione tra il segnale a bordo del treno e quello a terra, il convoglio si ferma. Non può muoversi e ci vuole parecchio tempo per riconnettersi e riprendere il servizio».
Parole che oggi hanno suscitato la reazione di piazza: alcuni manifestanti che si erano presentati dinanzi alla sede del ministero dei Trasporti per chiedere le dimissioni del ministro, sono stati dispersi con cariche della polizia, che ha usato gas urticante e fucili con proiettili di gomma. Non solo avevano gridato slogan contro Puente, ma chiedevano anche le dimissioni di Pedro Sánchez, che già ha sulle spalle il peso dello scandalo Begona, dei papaveri del suo partito e di suo fratello a processo. Persino i sindacati hanno puntato il dito contro il ministro che ha preso di mira il responsabile finanziario di Adif e ne chiedono il licenziamento per aver attaccato «l’anello debole». Addirittura il comparto dei macchinisti e del controllo del traffico denuncia la ricerca di capri espiatori prima ancora di aver chiarito le cause della tragedia.
