«Takbir» grida il capopopolo sulla spiaggia occupata di Ceuta. I migranti illegali .rispondono in coro urlando «Allah o akbar», Dio è grande. Takbir è il richiamo a “glorificare” Allah e fa impressione. Le stesse parole sono state usate ripetutamente dai tagliagole in armi, da Al Qaida all’Isis, prima di farsi saltare in aria o sgozzare gli infedeli. I giustificazionisti islamici vi spiegheranno subito che Takbir corrisponde all’invito più usato dai musulmani, riguardo la pia preghiera verso la Mecca e non certo la violenza terroristica. Fior fiore di video sanguinolenti dimostrano che è pure il marchio di fabbrica dei tagliagole in nome di Allah. Ed è difficilmente digeribile per molti spagnoli e gli abitanti di Ceuta ancora in emergenza per le migliaia di clandestini musulmani accampati in città. Lo “spettro” delle infiltrazioni jihadiste è sempre presente, soprattutto il 17 agosto 2017, anniversario del terribile attentato, che ha provocato 16 morti e dozzine di feriti a Barcellona. Di mezzo c’era una cellula marocchina insediata da tempo in Spagna. Non solo: assieme a Takbir e Allah o akbar risuonano i cori di «asilo asilo» della protesta inscenata domenica. La regia è stata sicuramente favorita da qualche Ong con tanto di slogan di ringraziamento al premier spagnolo, Pedro Sánchez. Il giovane capopopolo che nel breve video urla Takbir e ottiene la fragorosa risposta «Allah o akbar» detta le danze invitando tutti, prima al silenzio e poi a ripetere alcune frasi del Corano. Legittimo pregare, meno ad inneggiare alla grandezza di Allah, dopo essere arrivati illegalmente in Spagna, chiedendo a gran voce l’asilo. La sacca di migliaia di migranti a Ceuta è una bomba ad orologeria. Se venissero espulsi nei loro paesi o rimandati in Marocco, come chiede il sindaco, Takbir e Allah o akbar, sarà sempre un richiamo “pacifico” alla preghiera o diventerà il grido di battaglia?
