Il confronto tra il ministro degli Esteri russo Lavrov (nella foto) e il segretario di Stato americano Rubio, a margine del vertice di Manila, riporta la diplomazia al centro della crisi ucraina, pur senza segnare una svolta. L’incontro, richiesto secondo Mosca dalla parte americana, conferma che Washington e il Cremlino mantengono aperto un canale diretto. Dal faccia a faccia emerge la distanza tra Mosca e Washington. Lavrov ha ribadito la linea russa: stop alle forniture occidentali di armi a Kiev, definite «inammissibili», e fine di quella che il Cremlino considera la strategia europea della «sconfitta strategica» di Mosca. Ma il ministro degli Esteri ha anche confermato l’apertura a una soluzione politica del conflitto. Rubio ha escluso scorciatoie: «Vogliamo un accordo di pace e che la guerra finisca», avvertendo però che serviranno tempo, pazienza e nuove formule. Ammettendo il fallimento dei precedenti tentativi negoziali, il segretario di Stato ha assicurato che Washington continuerà a cercare spiragli per un’intesa, definendo, sulla linea di Trump, il conflitto «stupido» e «insensata». Per uscire dallo stallo, ha aggiunto, serviranno idee nuove e soluzioni diverse da quelle respinte da Kiev. Zelensky, ancora alle prese con la disputa su Fedorov, che vuole «solo la Difesa», valuta una missione a Washington per i funerali del senatore Graham: occasione per incontrare Trump e sondare nuove iniziative negoziali. Anche il Vaticano si muove, con un possibile viaggio di Papa Leone XIV a Kiev. Ma da Mosca arrivano segnali di fermezza: Putin, impegnato a spingere l’industria militare verso nuove produzioni, anche per sostenere la Cina contro Taiwan, non sembra disposto a cedere sul Donbass né a restituire i territori occupati di Sumy e Dnipropetrovsk nell’ambito di un eventuale accordo di pace.
Intanto l’Ue alza la pressione su Mosca con il via libera al 21° pacchetto di sanzioni: colpiti settore finanziario (anche in Bielorussia), criptovalute, import-export, flotta ombra e industria militare. Congelato per altri 12 mesi il price cap sul petrolio (-3,5 miliardi in un anno). Zelensky: «Saranno incisive per ridurre i ricavi di Mosca».
Sul terreno un raid russo su uno stabilimento a Pavlograd ha causato tre morti. Kiev rivendica nuovi blitz con droni, mentre Mosca denuncia incursioni e la presenza di mercenari a fianco di Kiev. Syrskyi diventerà capo dell’Università Nazionale di Difesa. Minsk ha consegnato a Varsavia informazioni sulla preparazione di un attacco terroristico sul territorio polacco.
