La competizione elettorale in Israele sta diventando sempre di più un duello tra Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot. La situazione tra i due blocchi è di stallo e si è passati da una logica di schieramento e calcoli politici a una sfida personale. Sembra che tutto giri attorno a questo interrogativo: quale esponente politico israeliano è in grado di conquistare il maggior numero di seggi alla Knesset? Oppure meglio e più concretamente: chi si aggiudicherà la posizione di vertice in un eventuale governo di unità nazionale? Eisenkot sta cercando di trascinare Netanyahu in uno scontro diretto, sia per accelerare la “cannibalizzazione” dell’elettorato di Ofer Winter, sia per consolidare la propria leadership all’interno del blocco, una leadership che i suoi stessi alleati non hanno ancora ufficialmente riconosciuto, riporta un’analisi di Haaretz.Eisenkot dunque ha anche un problema all’interno del suo blocco. La sua intenzione di far diventare il suo partito “il più grande”, infastidisce i suoi alleati che nello stesso tempo non vogliono riconoscere la sua guida. Un atteggiamento irrealistico perché è evidente che lui sia l’esponente di spicco. Ma anche Netanyahu e Winter non se la passano bene. In molti ritengono che Winter non riuscirà neanche a superare la soglia di sbarramento. Un fatto interessante da interpretare è pure l’attacco scatenato dal Likud contro lo stesso Winter, che si è concretizzato in un critica forte al suo popolare numero due, Yosef Haddad. Haddad è stato additato per avere sostenuto il “grave peccato” della soluzione a due Stati e viene ora accusato di profanare il nome di Dio per aver aiutato bambini di Gaza affetti da malattie. In tanti si chiedono: sarà un attacco autentico, o un’operazione cinica e di facciata per chiedersi se esista una reale alternativa di destra per chi non vuole Bibi? Saranno le paranoie di Netanyahu, i suoi stratagemmi politici? Nel frattempo, Naftali Bennett sta consolidando il proprio seguito tra i più giovani. Punta a un segmento demografico finora poco considerato. Ovvero i giovani del mondo di TikTok, non interessati alla scelta stringente “Bibi sì” o “Bibi no”.Ma torniamo a Winter. E’ diventato un bersaglio per entrambi gli schieramenti, che si accusano a vicenda di collaborare con lui. Ma l’unica cosa che pare importi a Eisenkot e Netanyahu è essere il primo in queste elezioni, il vincitore indiscusso. Una sfida non solo politica. Secondo rumors però Bibi avrebbe altre carte da giocarsi. Avrebbe solo una decina di giorni di tempo per rinviare le elezioni, che secondo alcuni dà già per perse. L’unico modo per rimandare l’appuntamento elettorale potrebbe essere dare il via a un terzo conflitto con l’Iran. Oppure il “piano B” del Likud potrebbe essere quello di contestare i risultati elettorali qualora non dovessero essergli graditi. Ma la domanda che assilla sia Bibi che Eisenkot rimane: chi tra loro due riuscirà a conquistare la posizione di vertice?I problemi di Netanyahu non finiscono qui. Ne ha uno altro rilevante, perché non solo si rende conto che non vincerà le elezioni ottenendo 61 seggi alla Knesset, ma è anche convinto che i suoi avversari, oggi divisi, si potrebbero unire in nome di un unico obiettivo condiviso: rimuoverlo dal potere. Ultima soluzione potrebbe essere anche un governo di unità nazionale, tra l’altro già paventato dallo stesso presidente Isaac Herzog. Soluzione temuta da molti. Ciò che è certo è che King Bibi vuole ricoprire di nuovo la carica di premier, lui che è il primo ministro più a lungo in carica nella storia dello Stato di Israele.

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