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Politica estera

Israele, i partiti arabi scelgono Eisenkot contro Netanyahu: ora ha i numeri per formare il governo

La Lista Comune annuncia il sostegno al leader di Yashar, che raggiunge quota 67 parlamentari. Ora la decisione spetta al presidente Herzog, mentre emergono tensioni tra gli alleati

“Con l’intento di estromettere il governo Netanyahu-Ben-Gvir-Smotrich, la Lista Comune ha deciso all’unanimità, con tutte le sue componenti, di sostenere la candidatura di Eisenkot”, ha dichiarato Yousef Jabareen, il capo della coalizione.

Ha aggiunto che tale scelta è stata dettata “dalla speranza che possa portare a un miglioramento della condizione di tutti i cittadini, in particolare di quelli arabi, la cui vita è stata resa miserabile sotto quasi ogni aspetto dal precedente governo”.

La Lista Comune, un’alleanza di partiti a maggioranza araba, quindi, sosterrà Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, per la formazione del prossimo governo israeliano, facendo seguito al sostegno già espresso in precedenza dalla Lista Araba Unita.

Nelle elezioni generali della scorsa settimana, i partiti a guida araba hanno ottenuto un numero record di 19 seggi nel parlamento israeliano (composto da 120 membri), un risultato che potrebbe conferire loro un’influenza significativa sulla formazione del prossimo esecutivo.

Una volta che gli 11 deputati della Lista Comune avranno formalizzato la loro raccomandazione, Eisenkot potrà contare sul sostegno di 67 parlamentari, superando così la soglia di maggioranza di 61 seggi necessaria alla Knesset.

In precedenza, anche Ra’am – un partito a guida araba che ha conquistato otto seggi – aveva fatto sapere che avrebbe indicato Eisenkot. L’alleanza, guidata da Jabareen, ha presentato la propria raccomandazione al presidente Isaac Herzog, nel quadro delle consultazioni con le fazioni parlamentari attualmente in corso alla residenza presidenziale.

Le consultazioni per il nuovo governo

Nell’ultima tornata elettorale, né Netanyahu né Eisenkot hanno ottenuto voti sufficienti a garantire una maggioranza. Sarà Herzog a decidere autonomamente a chi affidare l’incarico di formare un nuovo governo.

Tuttavia, per prassi, il mandato viene conferito alla figura che riceve il sostegno del maggior numero di partiti, ruolo che in questo caso spetterebbe a Eisenkot.

Finora, Eisenkot ha ottenuto le raccomandazioni della Lista Araba Unita di Mansour Abbas, del partito I Democratici di Yair Golan e di Yisrael Beiteinu di Avigdor Lieberman.

Netanyahu ha ricevuto il sostegno di Otzma Yehudit di Itamar Ben-Gvir, del Sionismo Religioso di Bezalel Smotrich, di Zehut di Moshe Feiglin e dello Shas di Arye Dery.

Il movimento “Insieme” (Together) di Naftali Bennett, che ha dichiarato di voler sostenere anch’esso Eisenkot, incontrerà il presidente nel corso della giornata, lo stesso faranno la Lista Comune, il partito Yashar di Eisenkot e il Likud di Netanyahu.

Il sostegno dei partiti arabi a Eisenkot

Secondo fonti vicine a Eisenkot non è stato offerto nulla alla Lista Comune in cambio del loro sostegno.

“Siamo in disaccordo con Eisenkot su molte questioni; non stiamo scegliendo tra il bene e il meglio, bensì tra il male e il ‘meno peggio’. Sappiamo bene cosa significhi – sia per la popolazione araba che per quella israeliana – sostituire questo pessimo governo”, ha affermato Ahmad Tibi, a capo della fazione Ta’al all’interno dell’alleanza.

“Riteniamo che si possa formare un governo di cambiamento e noi lo sosterremo dall’esterno. Si tratta di una decisione ferma, chiara e consapevole”, ha spiegato.

Diversi gruppi parlamentari hanno criticato i partiti a maggioranza araba per essersi rifiutati di denunciare esplicitamente Hamas come organizzazione terroristica. Herzog ha chiesto loro per quale motivo i rappresentanti arabi eletti trovino difficile prendere posizione contro il terrorismo.

“C’è stata una condanna inequivocabile da parte di tutti i nostri membri: non in termini politici, ma una dichiarazione assoluta che condanna e denuncia senza ambiguità ogni danno arrecato ai civili. Nessuno è più umano di noi”, ha risposto Tibi.

“Netanyahu voleva spaventare gli arabi, ma questa volta loro sono accorsi alle urne per sostituirlo”, ha poi affermato, riferendosi all’elevata affluenza tra gli elettori arabi.

Le tensioni tra gli alleati di Eisenkot

Alcune fonti della Lista Comune hanno riferito al quotidiano Haaretz che gli alleati di Eisenkot nutrivano riserve sull’accettare la raccomandazione del partito.

L’esitazione nasceva dal timore che un simile sostegno potesse offrire al blocco di Netanyahu un pretesto per intensificare la propria campagna di incitamento e delegittimazione, sia contro i partiti arabi che contro lo stesso schieramento di Eisenkot.

Avigdor Lieberman e altre figure vicine a Eisenkot ritengono infatti che un sostegno esplicito non sia necessario e che basterebbe che la Lista Comune si astenesse dal raccomandare un altro candidato.

Lieberman, ex collaboratore di Netanyahu divenuto poi un suo acceso critico, condivide le posizioni intransigenti del governo uscente nei confronti dei palestinesi.

Nel frattempo il partito ultra-ortodosso United Torah Judaism, che aveva sostenuto Netanyahu nelle cinque tornate elettorali precedenti, ha scelto di non indicare nuovamente il premier uscente, pur senza schierarsi a favore di Eisenkot.

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