Jon Ossoff ha conquistato un secondo mandato al Senato degli Stati Uniti, sconfiggendo il deputato repubblicano Mike Collins in Georgia. Una vittoria che permette ai democratici di conservare un seggio fondamentale e proietta il senatore 39enne tra le figure emergenti del partito.
Ossoff, attualmente il membro più giovane del Senato americano, era considerato uno dei principali obiettivi dei repubblicani. Era infatti l’unico senatore democratico in corsa per la rielezione in uno Stato conquistato da Trump alle presidenziali del 2024 e fino a quest’estate veniva considerato un seggio in bilico. Eppure, grazie a una campagna particolarmente aggressiva contro il presidente, è riuscito a trasformare una sfida potenzialmente difficile in una vittoria dal significato nazionale.
La sua ascesa, accompagnata da una raccolta fondi superiore ai 100 milioni di dollari, ha alimentato anche le speculazioni su una possibile candidatura alle elezioni presidenziali del 2028. Inclusa l’investitura di Barack Obama che ha tenuto un comizio con lui qualche giorno prima del voto.
Chi è Jon Ossoff: dagli studi al giornalismo d’inchiesta
Nato nel 1987 e cresciuto nell’area metropolitana di Atlanta, in Georgia, Jon Ossoff appartiene a una nuova generazione di politici democratici. Prima di arrivare a Washington, ha costruito una carriera nel mondo del giornalismo investigativo, occupandosi di corruzione, criminalità organizzata e violazioni dei diritti umani e girando documentari.
Figlio di un editore ebreo di origini russe e lituane e una madre australiana, dopo gli studi coi gesuiti, ha frequentato la Georgetown University di Washington, dove si è formato nelle relazioni internazionali, per poi conseguire un master alla London School of Economics. Successivamente ha guidato una società di produzione giornalistica specializzata nella realizzazione di inchieste e documentari.
Le sue produzioni hanno contribuito a portare alla luce casi di corruzione politica, traffico di esseri umani, crimini di guerra e sfruttamento sessuale. Un’esperienza che Ossoff ha successivamente utilizzato nella propria attività parlamentare, soprattutto nelle indagini sugli abusi di potere e sul funzionamento delle istituzioni federali.
Fondamentale per la sua formazione politica è stato il rapporto con John Lewis, storico esponente del movimento per i diritti civili e deputato democratico della Georgia. Ossoff considera Lewis uno dei suoi principali mentori politici e ha fatto della difesa dei diritti civili una delle componenti della propria identità pubblica. Sposato con Alisha Kramer, medico, Ossoff vive ad Atlanta con la moglie e le loro due figlie.
La prima vittoria nel 2021 e l’ingresso nella storia della Georgia
La consacrazione politica di Ossoff è arrivata il 5 gennaio 2021, quando ha sconfitto il senatore repubblicano uscente David Perdue in un ballottaggio destinato a cambiare gli equilibri politici di Washington.
Il voto si è svolto appena un giorno prima dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio, quando i sostenitori di Trump tentarono di impedire la certificazione della vittoria presidenziale di Joe Biden.
Nella stessa tornata elettorale, anche il democratico Raphael Warnock conquistò un seggio al Senato. Entrambi segnarono un passaggio storico per uno Stato tradizionalmente conservatore: Warnock divenne il primo senatore afroamericano della Georgia, mentre Ossoff ne diventò il primo senatore ebreo.
Quella doppia vittoria contribuì a consegnare ai democratici il controllo del Senato, dimostrando come anche uno Stato del profondo Sud potesse diventare competitivo.
Warnock è stato rieletto nel 2022 attraverso una campagna rivolta soprattutto agli elettori moderati e indipendenti. Ossoff ha invece scelto una strategia differente, puntando su una contrapposizione molto più netta con Trump, imitando anche lo stile comunicativo che lanciò Obama nel 2008.
L’attacco a Trump e la strategia che ha conquistato i social
Fin dall’inizio della campagna per le midterm del 2026, Ossoff ha trasformato la critica a Donald Trump nel principale elemento della propria comunicazione politica.
Ha definito il presidente un “presidente fallito”, accusandolo di utilizzare la Casa Bianca per arricchire se stesso e la propria famiglia e di danneggiare il sistema politico ed economico americano.
I suoi discorsi, spesso costruiti attorno ad attacchi particolarmente duri, sono diventati virali sui social network, raggiungendo un pubblico ben più ampio di quello della Georgia.
La sua campagna ha sviluppato un modello comunicativo preciso: comizi organizzati nei dettagli, interventi pensati anche per la diffusione digitale e collaboratori incaricati di trasformare rapidamente le dichiarazioni del senatore in brevi video da distribuire online.
Una strategia che inizialmente aveva suscitato qualche perplessità tra i democratici, ma che è diventata progressivamente un modello per altri candidati del partito.
Ossoff non ha risparmiato neppure la famiglia presidenziale. Ha attaccato Donald Trump Jr., Eric Trump e Jared Kushner, genero del presidente, ironizzando sui loro affari internazionali e mettendo in discussione il rapporto tra interessi privati e potere politico.
La sua piattaforma ha incluso la richiesta di porre fine alla guerra con l’Iran, l’opposizione ai dazi introdotti da Trump e la proposta di cancellare parte dei tagli fiscali dell’amministrazione repubblicana.
Il senatore ha inoltre rilanciato una proposta legislativa per vietare ai membri del Congresso di negoziare singoli titoli azionari e sostenuto un emendamento costituzionale volto a limitare l’influenza del denaro delle grandi aziende sulle campagne elettorali.
Più articolata la sua posizione sul Medio Oriente. Ossoff ha ribadito l’importanza della sicurezza di Israele, ma ha sottolineato anche la necessità di tutelare le vite dei civili palestinesi. Ha votato a favore di alcuni aiuti militari americani a Israele e contro altre forniture di munizioni.
Pur accusando l’esercito israeliano di aver violato le norme internazionali sulla conduzione della guerra a Gaza, ha evitato di qualificare direttamente le operazioni militari come genocidio, sostenendo che una simile valutazione spetti alla giustizia internazionale.
La vittoria in Georgia e la possibile corsa alla Casa Bianca nel 2028
A favorire la rielezione di Ossoff non è stata soltanto la sua opposizione a Trump. Il democratico ha infatti costruito nel corso del primo mandato una reputazione di parlamentare attento alle esigenze del proprio Stato.
Ha lavorato per ottenere finanziamenti federali, investimenti infrastrutturali e aiuti alle comunità colpite dagli uragani, riuscendo a conquistare anche il sostegno di alcuni amministratori locali repubblicani.
Un elemento particolarmente importante in uno Stato come la Georgia, dove la competizione tra i due partiti rimane intensa e il voto degli indipendenti può risultare decisivo.
Nel discorso pronunciato dopo la vittoria, Ossoff è tornato ad attaccare il presidente: “Il popolo americano ha respinto la depravazione, la corruzione e l’incompetenza del fallimentare presidente uscente Donald J. Trump”, ha dichiarato davanti ai propri sostenitori. Ha poi aggiunto: “Insieme abbiamo riaffermato che il nostro compito non è soltanto contenere la malvagità di un presidente, ma guarire ciò che si è spezzato più in profondità”.
Dopo il successo avvenuto apparentemente senza difficoltà, il suo nome continuerà a circolare in vista delle presidenziali del 2028.
