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Politica estera

La mediazione a sorpresa e il viaggio in Corea del Nord: lo strano intreccio diplomatico che porta a Kim

Il leader indonesiano Prabowo Subianto ha aperto a una missione a Pyongyang su richiesta di Seoul. Ecco che cosa sta succedendo nella penisola coreana

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L’idea è emersa quasi di sfuggita, durante un incontro economico a Jakarta, ma ha subito attirato l’attenzione internazionale. Pare infatti che il presidente indonesiano Prabowo Subianto abbia accettato di recarsi in Corea del Nord nel caso in cui il presidente sudcoreano Lee Jae Myung dovesse chiederglielo formalmente. Ll’obiettivo? Aprire un canale di dialogo con Pyongyang. Una disponibilità che, almeno nelle intenzioni, trasformerebbe l’Indonesia in un possibile ponte tra le due Coree.

La (possibile) bimbo mediazione dell’Indonesia

Secondo quanto riportato da Reuters, Prabowo Subianto ha raccontato che la richiesta di Lee gli era stata avanzata durante la visita compiuta a Seoul lo scorso aprile. “Se me lo chiedesse, andrei”, ha detto il presidente indonesiano, ribadendo che il suo Paese mantiene una politica estera non allineata e cerca relazioni equilibrate sia con la Cina sia con gli Stati Uniti.

L’ufficio del presidente sudcoreano ha confermato di considerare l’Indonesia e altri Paesi che intrattengono rapporti amichevoli con entrambe le Coree come possibili attori utili a favorire una coesistenza pacifica nella penisola.

Lee, entrato in carica lo scorso anno, ha più volte tentato di rilanciare il dialogo con Pyongyang, ma le sue iniziative sono state finora respinte dal Nord, che nel 2024 ha definito la Corea del Sud una “nazione ostile”. In questo contesto, una missione indonesiana avrebbe soprattutto un valore politico: non una trattativa formale, ma un tentativo di riaprire contatti oggi quasi inesistenti. A Seoul, intanto, l’attenzione si concentra anche sulle iniziative previste per il 15 agosto, anniversario della Liberazione della Corea dal dominio giapponese, data che in passato è stata usata dai governi sudcoreani per lanciare messaggi di distensione verso il Nord.

In attesa di Kim

Attenzione però, perché l’operazione sopra raccontata resta piena di incognite. Prabowo non ha ricevuto alcun invito da Pyongyang e non è affatto certo che Kim Jong Un sia interessato a un’iniziativa mediata da un Paese terzo. Certo è che per l’Indonesia, un eventuale viaggio potrebbe rafforzare il peso diplomatico di Giacarta e rilanciare l’immagine di una potenza regionale capace di parlare con tutti, ma comporterebbe anche rischi politici interni.

Negli ultimi mesi il presidente è stato criticato da parte dell’opinione pubblica per i frequenti viaggi all’estero e una nuova missione internazionale potrebbe alimentare ulteriori polemiche. Resta inoltre il nodo centrale: capire se esista davvero uno spazio per un disgelo. La Corea del Nord continua a mostrarsi estremamente diffidente verso le aperture di Seoul, mentre il dialogo ufficiale tra le due capitali è ridotto ai minimi termini.

Per questo la disponibilità di Prabowo appare, almeno per ora, più come un segnale politico che come l’inizio di un negoziato. Tuttavia, proprio nei momenti in cui i canali tradizionali sono bloccati, le diplomazie asiatiche tendono spesso a muoversi attraverso figure considerate neutrali. È su questa possibilità, più che su un viaggio già deciso, che si concentra oggi l’attenzione attorno al possibile filo che potrebbe portare fino a Kim Jong Un.

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