Quando poi succede che partiti come Alternative für Deutschland fanno il pieno di voti, a sinistra corrono a radunarsi in conclave per capire le ragioni della disfatta. Eppure non servirebbero grandi sedute d’auto analisi. In Regno Unito, per esempio. Se Andy Burnham dovesse arrivare a fine mandato (visti i tempi che corrono sarà un’impresa ardua), le prossime elezioni si terranno nel 2029. Tre anni sono un lasso di tempo piuttosto lungo in politica. Ad ogni modo, dovesse avere la meglio Reform UK di Nigel Farage, consigliamo ai laburisti di riavvolgere il nastro al primo fine settimana di settembre 2026 e andare a vedere cosa succedeva in uno dei sobborghi di Londra proprio mentre oltremanica l’Afd si prendeva la Sassonia-Anhalt, anche sulla spinta della disastrosa gestione del dossier immigrazione da parte dei pariti al governo.
Siamo a Walthamstow. In strada marcia la comunità musulmana. Festeggiano il Milad Al Nabi, la nascita di Maometto. Cosa spinga Stella Creasy, deputata laburista che si spaccia per «femminista orgogliosa», a celebrare sui social l’evento dove sfilano solo uomini, rientra nell’inspiegabile autolesionismo progressista. «Cibo, dolci e rose condivisi da quelli che marciano con i residenti locali», scrive su X. Il post, manco a dirlo, è un boomerang. E lo sarebbe per qualunque femminista. Figuriamoci per una che in passato si è scagliata contro il secolare Garrick Club di Londra. Lì l’iscrizione riservata ai soli uomini era misoginia. A Walthamstow l’esclusione delle donne diventa, per magia, multiculturalismo. Il problema, però, è che quando glielo fanno notare la deputata, anziché ammettere l’errore corre ai ripari con un secondo video. Che è peggio del primo. «Queste donne sono le future ottiche, avvocatesse contabili, chirurghe e leader della nostra comunità e del nostro Paese». Piccolo particolare: tutte le ragazze alle spalle della Creasy sono coperte da tuniche nere e dall’hijab che nel migliore dei casi le cinge collo e capelli, nel peggiore lascia intravedere soltanto gli occhi. E così viene da chiedersi come possa una iper progressista, che dice di voler combattere il patriarcato a tutti i livelli, possa accettare non solo il velo integrale ma anche la segregazione delle donne.
Quanto accaduto a Londra non è un inciampo né una piccola polemica politica di quartiere. È la lente con cui guardare il disastro sociale che la sinistra sta producendo a tutte le latitudini dell’Occidente. Un disastro tale che non può far altro che produrre risposte diametralmente opposte aprendo la strada a tutti quei partiti che non sono disposti a lasciarsi sottomettere dall’islam.
