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Politica estera

Carney conquista l’Europarlamento e rilancia l’asse con l’Ue. E Trump minaccia: “Dazi pesanti o stop al commercio”

Il premier canadese propone un’alleanza più stretta su energia, sicurezza e catene di approvvigionamento. Ma Ottawa frena sull’ipotesi di adesione associata all’Ue

epa13245489 Canada's Prime Minister Mark Carney speaks to the members of the Parliament at the European Parliament in Strasbourg, France, 17 September 2026. The current plenary session runs from 14 until 17 September 2026. EPA/RONALD WITTEK

Donald Trump minaccia di tagliare il commercio con l’Ue nel caso decida di procedere con il Canada come membro associato. “Applicherei dazi molto pesanti sui prodotti provenienti dall’Europa. Se lo facesse non farebbero altro che peggiorare la situazione”, ha assicurato il tycoon.

“Lo trovo ridicolo”, ha aggiunto Trump, parlando della proposta dell’Ue di dare seguito all’operazione del Canada come primo membro associato dei 27, così come illustrato mercoledì dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“Se dovessero farlo, e se dovessi ritenerlo un atto ostile, applicherò dazi molto pesanti o interromperò i rapporti commerciali con l’Europa”, ha assicurato appena sceso dall’Air Force One in North Carolina.

Carney accolto come una star al Parlamento europeo

Intanto oggi è stato il giorno di Mark Carney davanti al Parlamento Ue. L’Aula ha accolto il premier canadese come una star. In tanti hanno applaudito, mentre altri si sono avvicinati al primo ministro per stringergli la mano o chiedergli un selfie.

Tra i primi a salutarlo la presidente dei Socialisti Iratxe Garcia Perez e la co-presidente del gruppo dei Verdi Terry Reintke. Quest’ultima, per l’occasione, ha indossato la felpa della squadra di hockey del Canada, con sulle spalle il numero nove di Simon Crosby, il fuoriclasse di uno degli sport più amati nel Paese nordamericano.

“Oggi”, ha esordito il leader canadese, “vi parlerò della nostra risposta alla sfida geopolitica attuale. Di come essa integri una nuova dimensione, ma, innanzitutto, vorrei evocare qualcosa di più antico, qualcosa che sia alle fondamenta molto prima della risposta geopolitica attuale, e cioè la profondità dei nostri legami. Che non sono solo la validità dei dati commerciali, né le righe dei nostri trattati. I nostri legami sono profondamente radicati nella nostra terra”.

“Le nostre società”, ha proseguito, “sono sottoposte a nuove sfide e a un nuovo uso geopolitico del commercio come arma. Le istituzioni multilaterali sono contese e indebolite. La sovranità e l’apertura sono oggi difficilmente conciliabili. L’integrazione economica è ormai utilizzata come un’arma e i dazi doganali come uno strumento di pressione. I meccanismi finanziari sono utilizzati per coercizione. Le catene di approvvigionamento rappresentano punti di vulnerabilità”.

“L’Europa e il Canada”, ha quindi specificato, “non sono legati dalla geografia, anche se gli amici canadesi sanno che condividiamo i confini dei 3.000 km dell’Artico. Siamo legati da un’affinità elettiva”.

Durante il discorso ha lanciato anche una stoccata agli Usa di Trump: “Un’alleanza è un processo positivo. Questo lo dico anche rivolgendomi al presidente degli Usa. Un Canada più forte, più resiliente, è un partner più efficace anche per gli Usa, e lo stesso vale per l’Ue”, ha spiegato sottolineando come il processo di partnership “rafforzerà la sovranità del Canada. I canadesi sono già uniti. Nessuno impone loro la lingua, o impone restrizioni su cultura o partenariati”.

In un altro passaggio ha poi mostrato una mano tesa proprio nei settori più critici per l’Ue: “La nostra alleanza può contribuire a soddisfare il fabbisogno dell’Europa in termini di approvvigionamento affidabile, le esigenze del Canada in materia di capacità di trasformazione avanzate e il nostro obiettivo comune di costruire catene del valore complete”.

“Il Canada può fornire GNL e idrogeno su larga scala a sostegno della sicurezza energetica dell’Europa, anche attraverso lo sviluppo e la valorizzazione di nuove infrastrutture portuali nell’estremo nord e sulla nostra costa orientale”.

L’ipotesi di un’alleanza Canada-Ue

Pur proclamando unità di intenti, Carney ha voluto specificare un punto importante: “Non sto proponendo un terzo blocco con l’obiettivo di diventare una grande potenza rivale - solo con modi più educati. Non cerchiamo il potere per dominare gli altri. Al contrario, perseguiamo la resilienza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale, le nostre democrazie”.

“Queste motivazioni, unite al nostro potere forte latente, ci consentono di contribuire a creare il prossimo ordine mondiale giusto, stabile e prospero. Un’alleanza Canada-Ue costituirebbe un faro per le altre democrazie”.

Carney non ha affrontato direttamente la proposta della presidente della Commissione che il Canada diventi membro associato. Una proposta che ha spiazzato anche gli Stati membri, la Nato e persino lo stesso Canada. Secondo Politico, che cita diplomatici europei e funzionari canadesi, anche il governo di Ottawa avrebbe frenato sull’ipotesi.