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Politica estera

“Qualcuno deve fare espulsioni di massa”. Chi è Greg Bovino, l’ex capo dell’Ice che punta alla Casa Bianca

Secondo Bovino, Trump e l’Italia non stanno facendo abbastanza per quanto riguarda la questione migranti. E ha criticato anche Vance e Rubio, colpevoli a suo dire di non aver messo le espulsioni al centro del loro programma

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Per i fanatici pro-immigrazionisti è probabilmente l’incarnazione del diavolo, ma neanche tra i repubblicani pare godere di grande appoggio. Greg Bovino, ex comandante dell’Ice e, prima ancora, della Border Patrol (la guardia di confine) “sta assolutamente esplorando e assolutamente pensando” di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti nel 2028. La condizione per la sua discesa in campo sarebbe la mancata attuazione di espulsioni di massa: “Qui negli Stati Uniti voglio qualcuno che sia già in politica e che sia pronto a fare quello che è necessario”.

Bovino era finito al centro delle proteste per gli arresti di massa di immigrati illegati e rimosso dal presidente Donald Trump dopo che i suoi agenti uccisero due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti. Morti per cui l’ex capo dell’Ice ha incolpato i politici locali, per aver incitato le manifestazioi, e i media “che fomentano questo tipo di odio contro i ragazzi in verde”.

Bovino ha parlato della sua intenzione di candidarsi ad un incontro del club dei giovani repubblicani di New York. Ai giornalisti stranieri, ha dichiarato il suo sostegno ad AfD e ha affermato che, a suo parere, “il governo italiano non stia facendo abbastanza” per quanto riguarda l’immigrazione. Medesima opinione espressa anche nei confronti del presidente Trump. “Ha iniziato in modo fantastico, era il migliore di tutti sulle questioni del confine, ma le deportazioni di massa sono state rallentate, azzerate… penso che Trump sia la persona giusta ma che venga mal consigliato, ma forse sta iniziando ad ascoltare perché ha licenziato oggi il capo dell’Ice. Bisogna fargli capire che è quello che vogliono gli elettori e magari ricomincerà a farlo qui, davanti alla porta di casa di Mamdani", ha detto.

Ne ha avute da dire pure a riguardo del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio, poiché nessuno dei due ha fatto delle espulsioni di massa un tema centrale del proprio programma. “Finora questo non mi ispira molta fiducia, ma penso che qualcuno si farà avanti. C’è un eroe tra voi qui, tra questi giovani repubblicani o altrove, qualcuno dovrà farsi avanti, indossare quel manto e prendere queste decisioni difficili”, ha dichiarato. Forse una proclamazione nei suoi stessi confronti, forse no. Staremo a vedere se le sue parole sono solo “minacce” o se effettivamente scenderà in campo e, soprattutto, quanto consenso riuscità a raccogliere.

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