Remigrazione, difesa della tradizione e destra autentica che è movimento di popolo. Sono i contenuti con cui AfD, il partito sovranista prima forza in Germania a circa il 30 per cento nei sondaggi, ha trionfato alle elezioni legislative in Sassonia-Anhalt. Col 43,8 per cento dei voti, l’estrema destra si prepara a guidare il Land dell’Est con Ulrich Siegmund, suo candidato a primo ministro. Da Magdeburgo, capoluogo della Sassonia-Anhalt dove ha dato il via a una svolta storica, AfD si mette in marcia verso Berlino alla conquista del governo federale. La CDU del cancelliere Friedrich Merz crolla al 17,2 per cento, schiacciata dai sovranisti insieme a tutti gli altri partiti che hanno tentato di fermarne l’ascesa con l’isolamento politico, evocando i fantasmi del nazismo. Al Giornale illustra le ragioni del successo di AfD Götz Kubitschek, ideologo della Nuova Destra che con la sua casa editrice Antaios ha pubblicato in Germania «Il mondo al contrario» di Roberto Vannacci.
In Sassonia-Anhalt, il partito di estrema destra AfD ha scritto la storia con la vittoria alle elezioni legislative. Come commenta l’esito del voto?
«Un gran bel risultato era prevedibile, ma la sua entità e lo schianto della CDU hanno sorpreso. Affascinante, sincero, positivo, Ulrich Siegmund (il candidato dei sovranisti a primo ministro del Land, ndr) si è rivelato una vera fortuna per il partito e ha guadagnato percentuali decisive. È veramente un evento storico nella storia del parlamentarismo tedesco. È difficile dire quel che succederà ora. Suggerisco ad AfD di non fare il primo passo. Prima devono sgretolarsi ed esplodere i vecchi partiti».
Quali sono le ragioni del successo di AfD? È finalmente crollata la Brandmauer, il muro anticendio alzato dagli altri partiti contro l’estrema destra?
«Da anni, AfD è il più interessante progetto di partito di destra in Europa. Perché? AfD è sorta dal centro della società e ha compreso quanto sia importante un partito fino in fondo di destra in Germania, quanto sia normale essere di destra. Coi metodi della denuncia, della criminalizzazione e con la loro Brandmauer, gli oppositori politici hanno fatto di AfD l’unica autentica Alternativa per la Germania. Il risultato era prevedibile, soltanto non di tale entità».
Siegmund punta sulla remigrazione, una proposta che spaventa in Germania e in Europa. Qual è il significato? Come intende placare questi timori?
«La remigrazione non è quello che affermano gli oppositori di questo concetto. È politica dura. Temo che non si possa dissipare ogni timore. In più, il futuro della Germania sarà ancora più duro se la remigrazione non verrà attuata. A causa delle politiche catastrofiche degli ultimi decenni, non vi è un’opzione debole».
AfD combatte un Kulturkampf, una guerra culturale: col motto «Pensa tedesco», il partito ha dichiarato guerra alla modernità. «Siamo tradizionalisti», dichiara Hans-Thomas Tillschneider, deputato di AfD al parlamento della Sassonia-Anhalt. Qual è per Lei il significato di tradizione? Come si vince la guerra contro la modernità?
«La post-modernità ha dichiarato guerra alla modernità già cinquant’anni fa. Il post-moderno ha vinto. Non si deve combattere contro i vinti. È fondamentalmente semplice: cultura significa dovere e volere convivere con la storia. O la si decostruisce e si vive tra le rovine o la si accetta, la si cita, si comprende che siamo sulle spalle di giganti. La tradizione è parte integrante di una concezione tedesca di cultura, così come la capacità di pensare al di là di essa. Oppure vogliamo soltanto andare per musei?».
