«Molestare le persone è illegale». Come lo è pure «la violenza domestica». E poi: «L’età del consenso legale è 16 anni». Il che, è bene specificarlo, si traduce nel fatto che «avere rapporti sessuali o contatti sessuali con persone di età inferiore ai 16 anni è un reato grave» e che «anche se sembrano più grandi, o se è consentito in un altro Paese, non devi mai avere rapporti sessuali con nessuno di età inferiore ai 16 anni». Per non parlare dei bambini. Ma anche qui: meglio specificare. «L’abuso dei minori è un reato grave». E questo comprende anche il «tagliare o danneggiare i genitali di una ragazza (nota come mutilazione genitale femminile)». Tutti i crimini, gli abusi e i reati che in una qualsiasi democrazia occidentale non dovrebbero avere alcun bisogno di essere spiegati, nel Regno Unito del premier laburista Andy Burnham devono invece essere precisati, chiariti, dettagliati e indicati uno a uno e poi raccolti in un vademecum.
Il documento di nove pagine si intitola «Risorse per i richiedenti asilo nel Regno Unito». Sottotitolo: «Informazioni per i richiedenti asilo su cosa ci si aspetta da loro durante il soggiorno nel Regno Unito». Pubblicato appena due giorni fa ha già scatenato una valanga di polemiche. Perché suona da parte del governo come una sorta di ammissione.
Un’ammissione del fatto che per la maggior parte degli immigrati che stanno entrando nel Paese «leggi e consuetudini» inglesi sono «diverse da quelle del Paese di origine». E, se da una parte l’Home Office si affida a una vana speranza per riuscire a integrare (prima o poi) minoranze che finora non sono mai riuscite a integrarsi, dall’altra parte i conservatori ne chiedono l’immediata espulsione. Anche perché, numeri alla mano, non si tratta di poche persone. Secondo gli ultimi dati dell’Home Office, riportati dalla Bbc, tra aprile 2025 a marzo 2026 oltre 93mila persone hanno infatti chiesto asilo all’Inghilterra. «Non rispettare la legge britannica può avere gravi conseguenze», si legge. «Potresti avere problemi con la polizia, perdere il sostegno che ti spetta in quanto richiedente asilo o la tua domanda di asilo potrebbe essere compromessa». Ovviamente, e l’Home Office si sente in dovere di specificarlo, «queste regole non valgono solo per i richiedenti asilo, ma si applicano a tutti coloro che vivono qui». Anche ovviamente a tutte quelle comunità per cui la parità di genere è una bestemmia, le violenze domestiche sono all’ordine del giorno e il significato della parola «consenso» non sempre è chiaro.
Un intero paragrafo è dedicato ai diritti delle donne. Ovviamente non si parla mai di velo islamico, però viene messo in chiaro che «le donne non hanno bisogno del permesso di un marito, padre, fratello o di qualsiasi altro uomo per fare qualcosa». Che tradotto significa che non si può «impedire a una donna di lavorare o studiare» o «controllare cosa indossa o dove va» e soprattutto che una donna può «scegliere chi sposare o di non sposarsi». Niente matrimoni combinati o imposti, dunque.
Se il governo inglese è arrivato al punto di mettere in fila le regole base del vivere comune e soprattutto produrre volantini con le stesse regole spiegate in modo semplice, significa che qualcosa nella narrazione buonista dell’accoglienza si è rotto e che la favoletta dell’integrazione possibile è diventata un incubo. Meglio tardi che mai. Anche se sperare di assorbire culture tanto distanti con un semplice pezzo di carta non è utopia ma cecità. Cecità davanti a un problema a dir poco epocale.
