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Politica estera

Bibi aveva avvisato: “Attacchi prima del voto”

Il premier israeliano aveva avvertito. Ma i rivali lo hanno accusato di voler seminare il panico

TOPSHOT - A giant electoral poster for Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu's Likud party with the slogan "no surrender" is displayed on the facade of a building in Tel Aviv on September 29, 2026 during campaigns ahead of the October 2026 legislative elections. (Photo by Jack GUEZ / AFP)

Ha voluto recarsi di persona all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, per accogliere con un abbraccio i passeggeri-eroi «che hanno evitato la catastrofe» sul volo Dubai-Tel Aviv. Più tardi l’annunciata telefonata a Donald Trump, per discutere delle implicazioni internazionali della crisi, al culmine di una delle giornate più caotiche e inquietanti per Israele, dopo la mancata strage nei cieli. Costretto ad annullare la visita programmata nel sud di Israele, poi a tenere una serie di riunioni sulla sicurezza, il premier israeliano Benjamin Netanyahu studia adesso le mosse successive a quello che lui, in un videomessaggio subito dopo l’aggressione nei cieli, ha definito «un incidente di sicurezza estremamente grave» e un «tentato dirottamento», mentre il ministro della Difesa Israel Katz si è spinto oltre e ha parlato di «un tentativo di attacco terroristico jihadista».

Al di là delle definizioni, il clima è tesissimo in Israele e per il primo ministro, a caccia della rielezione nel voto del 27 ottobre, sono giorni cruciali e tormentati. Prima di recarsi in aeroporto, Bibi ha parlato con Mohammed Bin Zayed, il presidente degli Emirati Arabi Uniti dai quali è partito il volo incriminato, ma anche il leader che Bibi ha incontrato in aeroporto il 27 settembre, durante una visita lampo ad Abu Dhabi, rimasta segreta fino alla rivelazione dei media. In quell’occasione, secondo fonti arabe, Netanyahu avrebbe chiesto a Mbz di negare di essere stato avvisato dal leader emiratino di un attacco imminente di Hamas prima del 7 ottobre 2023, il giorno del massacro. Sulla sottovalutazione di questi allarmi, il leader del Likud si gioca infatti la rielezione ed è al centro di forti attacchi da parte dell’opposizione.

Eppure proprio prima del mancato dirottamento, Netanyahu è stato accusato dagli avversari politici, fra tutti Yair Lapid, di «voler seminare il panico» fra gli israeliani. Martedì, il giorno precedente alla mancata strage sul volo della FlyDubai, Bibi ha denunciato in un video girato alla base aerea di Tel Nof: «Abbiamo indicazioni che, in vista delle elezioni, i nostri nemici cercheranno di attaccarci». E ha avvisato i malintezionati: «Non scherzate con noi, né ora né mai». Non è chiaro se il riferimento fosse all’Iran o agli altri nemici mediorientali. Quel che è certo è che ieri quella minaccia stava per concretizzarsi. E che le quattro settimane in vista del voto saranno turbolente. Per Netanyahu e per l’intero Israele.

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