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Politica estera

Trump convoca gli stati generali dell’IA: “Non fermiamoci”

OpenAi ferma la nuova versione e Anthropic parla di “rischi esistenziali” per l’uomo

Anthropic CEO Dario Amodei arrives near the White House ahead of a planned meeting with US President Donald Trump, in Washington, DC, on September 29, 2026. Leading artificial intelligence executives will meet at the White House today with President Donald Trump as Congress calls for stronger industry oversight. The gathering comes quickly after tech giant OpenAI's cancellation of the release of its newest model due to safety concerns, and a series of revelations that the technology had gone rogue. (Photo by Oliver Contreras / AFP)

«Non si può soffocare l’intelligenza artificiale». Donald Trump, nel lanciare il nuovo sito del governo federale, america.gov, alimentato dall’IA, ignora i segnali di allarme e tira dritto nel suo approccio iperliberista alla nuova industria. Dopo avere definito una «bufala» i rischi di uno sviluppo incontrollato della nuova tecnologia - ribattezzata «superintelligenza» - e respinto gli inviti a regolamentare il settore («non permetteremo un governo globalista dell’IA», ha dichiarato la scorsa settimana all’Onu) il tycoon ha ospitato ieri a pranzo alla Casa Bianca alcuni dei principali protagonisti della rivoluzione tecnologica. La lista dei nomi convenuti nella East Room è impressionante: Dario Amodei di Anthropic; Mark Zuckerberg di Meta; Jensen Huang di Nvidia; Greg Brockman di OpenAI; Alex Karp di Palantir; Elon Musk di X; Sundar Pichai di Google; e Jeff Bezos di Amazon. In tutto, diversi trilioni di dollari di capitalizzazione a Wall Street e una capacità di attrarre investimenti che in questo momento vale, secondo alcune stime, oltre l’8% del pil Usa. Amodei, che insieme al fondatore di OpenAI Sam Altman a Elon Musk e Bill Gates, è stato tra i attivi nel chiedere un set di regole condivise per impedire che l’IA sfugga al controllo umano, aveva già visitato Trump domenica sera. Lo schieramento delle forze in campo vede invece Zuckerberg e Huang, ceo dell’azienda che produce i microchip che fanno funzionare l’IA, arroccati sulle posizioni del presidente Usa. Sebbene il tema sia ormai argomento bipartisan di campagna elettorale, sia per l’invadenza dei giganteschi ed energivori data center sia per le possibili ricadute negative sull’occupazione, Trump non sembra intenzionato a cambiare rotta. Non sono serviti nemmeno gli ultimissimi campanelli d’allarme lanciati - nuovamente - dall’interno della stessa industria dell’IA. Lunedì, OpenAI ha annunciato che non rilascerà il suo più recente modello di intelligenza artificiale per motivi di sicurezza. Durante la fase di test, il nuovo modello, denominato GPT-6.1 Astra, ha manifestato livelli elevati di quello che l’azienda ha interpretato come una capacità di ingannare e fuorviare gli utenti sulle proprie azioni. Secondo invece quanto trapelato dalla documentazione presentata da Anthropic per il debutto in Borsa (valutazione prevista 2mila miliardi di dollari), i modelli di IA dell’azienda presenterebbero rischi esistenziali e di sicurezza, con comportamenti di auto-conservazione, possibili tentativi di opporsi allo spegnimento e rischi di danni catastrofici per l’umanità. È di qualche giorno fa un articolo del Washington Post secondo cui il tycoon e la sua famiglia avrebbero interessi diretti nella nuova tecnologia: ingenti investimenti personali in Nvidia e Apple; pacchetti azionari di colossi tecnologici come Microsoft e Amazon; la partecipazione di Donald Trump Jr. nei capitali che finanziano startup di intelligenza artificiale; gli investimenti di Eric Trump in aziende di robotica e IA applicata alla difesa.

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