Un evento senza precedenti nella storia del Marocco. Il re Mohammed VI ha scelto una donna come primo ministro per guidare il governo. Ha incaricato Fatima Ezzahra El Mansouri – avvocato e politica del partito centrista “Autenticità e Modernità” (PAM) – di formare un nuovo esecutivo.
El Mansouri diventa così la prima donna a ricoprire tale carica nel Regno e la terza nel mondo arabo. “Per la prima volta nella storia del nostro Paese, una donna assume la responsabilità di guidare il governo”, ha dichiarato. “È un motivo di orgoglio non solo per me, ma per tutte le donne marocchine”.
La nomina è giunta a quattro giorni dall’annuncio dei risultati elettorali della scorsa settimana: il partito “Autenticità e Modernità” di El Mansouri – formazione vicina alla monarchia – ha ottenuto il maggior numero di voti, conquistando 97 dei 395 seggi della Camera dei Rappresentanti, la camera bassa del Parlamento marocchino.
Il PAM non ha raggiunto la soglia dei 198 seggi necessaria per la maggioranza assoluta e dovrà formare una coalizione per governare, questo sarà il primo compito di El Mansouri.
Chi è Fatima Ezzahra El Mansouri
Nata a Marrakech nel 1976, El Mansouri ha studiato legge all’Università di Montpellier, in Francia, e ha un diploma in diritto commerciale alla New York University, negli Stati Uniti.
Le elezioni legislative della scorsa settimana, sono state caratterizzate da una bassa affluenza alle urne – la più ridotta degli ultimi vent’anni – in un clima di frustrazione per la disoccupazione e le carenze nei servizi pubblici, oltre che di preoccupazione per l’esodo di cittadini marocchini in cerca di migliori opportunità economiche.
El Mansouri, 50 anni, è stata la prima donna a ricoprire la carica di sindaco di Marrakech, nel 2009. E’ figlia di un noto avvocato marocchino, Abderahman El Mansouri.
Suo padre è stato funzionario locale a Marrakech, oltre ad aver guidato l’ordine degli avvocati della città e ad aver ricoperto la carica di ambasciatore del Marocco negli Emirati Arabi Uniti.
El Mansouri, attuale sindaco di Marrakech e ministra dell’Urbanistica e dell’Edilizia abitativa, dovrà formare una coalizione di governo con altri partiti di rilievo, un compito che si è impegnata a portare a termine velocemente.
Il Marocco è una monarchia costituzionale in cui il sovrano nomina il primo ministro scegliendolo tra i membri del partito che ha ottenuto il maggior numero di seggi alle elezioni legislative. Si tratta di una riforma ottenuta nel 2011 dai manifestanti della Primavera araba. Prima di allora, il re poteva nominare il capo del governo senza alcun vincolo di questo tipo.
Il partito “Autenticità e Modernità” – fondato da un amico d’infanzia e stretto consigliere del re – ha conquistato un risultato ben lontano dalla maggioranza assoluta.
La scelta di una donna alla guida del governo evidenzia i progressi compiuti in Marocco sul fronte dei diritti delle donne grazie alle riforme giuridiche introdotte dal re, che regna da 27 anni. Tuttavia, sebbene le revisioni del codice della famiglia marocchino abbiano garantito alle donne maggiori diritti, esse rimangono prive di un’uguaglianza sostanziale rispetto agli uomini.
La nomina di El Mansouri si inserisce nella narrazione promossa dallo Stato, che presenta il Marocco come un Paese musulmano in via di modernizzazione, attento all’emancipazione femminile.
El Mansouri è solo la terza donna a ricoprire la carica di primo ministro in Nord Africa e nel mondo arabo, dopo Najla Bouden Romdhan, nominata nel 2021, e Sara Zaafarani, nominata nel 2025, entrambe tunisine.
Le ombre e le sfide del nuovo governo
Tuttavia, l’esperienza di El Mansouri, proveniente da una famiglia agiata e influente, non rispecchia la realtà vissuta da molte donne in Marocco. E ci sono anche delle ombre sul suo curriculum.
L’anno scorso, El Mansouri è stata accusata di conflitto di interessi (accusa da lei respinta) in relazione a un’importante vendita di terreni che coinvolgeva la sua famiglia: le è stato inoltre contestato di aver sfruttato la propria influenza per ottenere autorizzazioni edilizie su terreni classificati come agricoli.
Tornado alle sfide che dovrà affrontare. Il suo governo dovrebbe mettere in campo investimenti per miliardi di dollari legati alla Coppa del Mondo FIFA 2030, cercando al contempo di mantenere le promesse di contrastare l’inflazione, aumentare i salari e creare posti di lavoro.
Un milione dei 15,8 milioni di elettori registrati alle elezioni della scorsa settimana ha votato per PAM, segnando la prima vittoria del partito dalla sua fondazione.
Il voto è stato il primo dopo la crisi migratoria di Ceuta dello scorso luglio e le proteste dei giovani dell’anno scorso.
Il PAM ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con tutte le forze politiche, ma alcuni partiti, tra cui il movimento islamista moderato Justice and Development Party e la sinistra della Federation of Democratic Left, hanno escluso qualsiasi accordo, ribadendo l’intenzione di restare all’opposizione.
