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Politica estera

Pronti nuovi raid in Iran. Ma solo dopo il voto

Per il “New York Times”, Donald attaccherà passate le elezioni di Midterm

US President Donald Trump speaks with the media after arriving on Marine One on the South Lawn of the White House in Washington, DC on October 9, 2026. President Trump is returning from Syracuse, New York where he spoke at a campaign rally. (Photo by Alex WROBLEWSKI / AFP)

L’idea di un nuovo attacco contro l’Iran è sul tavolo del Pentagono, ma Donald Trump rassicura tutti che non accadrà prima delle elezioni di midterm. L’indiscrezione apparsa sul New York Times si intreccia con gli annunci fatti dal tycoon nel suo intervento alla Casa Bianca per il Columbus Day. Nel mezzo una criticità che, per usare il gergo dei Guardiani della Rivoluzione, coinvolgerà l’intera regione del Golfo Persico, oltre Hormuz.

Ma andiamo con ordine. Da un lato, secondo il Nyt, il Pentagono ha predisposto nuovi piani contro l’Iran, dando istruzioni al Comando centrale Centcom di completare i preparativi per la ripresa delle operazioni sul campo (e nello Stretto). Dall’altro il tycoon gioca in difesa e annuncia che un eventuale attacco ci sarà solo dopo le elezioni del 3 novembre, per tranquillizzare anche quegli elettori repubblicani dubbiosi sul conflitto in corso. Inoltre annuncia su Truth che gli Stati Uniti stanno avendo «discussioni produttive» con l’Iran. «Abbiamo eretto un blocco in Iran, nessuno riesce a passare. È quasi come se l’avessi fatto fare agli italiani. Gli italiani potrebbero persino farlo meglio, ma voi lo fate in modo molto violento», dice durante la celebrazione del Columbus ironizzando con la platea. Poi prova a tranquillizzare sui flussi petroliferi in transito dallo Stretto: «Sebbene l’Iran sia in condizioni pessime sia sul piano economico che su quello militare e nonostante il blocco rimanga pienamente in vigore, il petrolio transita attraverso lo Stretto di Hormuz in quantità record». Per poi fare una previsione sulla guerra: finirà presto in un modo o nell’altro, e i prezzi scenderanno.

Chi non mostra un ramoscello di ulivo sono i pasdaran, secondo cui le «misure» contro la navigazione «non autorizzata» nell’area verranno allargate a tutto il Golfo, ampliando de facto il terreno (o le acque) dello scontro. «A partire da questo momento - recita una dichiarazione rilanciata dall’agenzia iraniana Tasnim - le misure contro le navi che violano i regolamenti non si limiteranno allo Stretto di Hormuz. Qualsiasi nave transiti lungo rotte non autorizzate sarà perseguita in tutta la regione e andrà incontro a sanzioni gravi».

Come è noto, più volte in passato i Pasdaran avevano rivendicato diversi attacchi contro navi che transitavano nello Stretto senza seguire le rotte indicate dalle autorità iraniane. È il caso di attacchi segnalati al largo del Qatar, nel golfo di Oman. L’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda la gasiera Nv Sunshine, diretta a sud di Hormuz, che secondo i Pasdaran avrebbe subito «un vasto incendio nella sala macchine e nel sistema di propulsione». Per questa ragione non solo la tensione resta elevata, ma il gas europeo reagisce al rialzo con un più 2,4%: il future Ttf di Amsterdam è nuovamente a 80,7 euro per megawattora. E da Teheran ecco un nuovo attacco contro le potenze nucleari, come la Francia: non vogliono la pace ma un monopolio della forza.