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Politica estera

Putin chiama i russi al voto. “Unità con i nostri soldati”

Il risultato è scontato, ma oggi il Paese è sotto tiro di Kiev. “Diamo una risposta collettiva a chi cerca di indebolire la Russia”

epa13243921 Russian President Vladimir Putin meets with Khabarovsk Territory Governor Dmitry Demeshin (not pictured) at the Kremlin in Moscow, Russia, 16 September 2026. EPA/VYACHESLAV PROKOFYEV/SPUTNIK/KREMLIN POOL / POOL MANDATORY CREDIT

L’unità della nazione e il ritorno dei territori strappati a Kiev all’interno di quei confini della Russia disegnati fin dai tempi dell’imperatrice Caterina II. Ma anche il voto dei militari che - oltre a recarsi per la prima volta alle urne dall’entrata in guerra - sono chiamati a legittimare con le loro scelte elettorali le conquiste ottenute sul campo. Sono i tre capisaldi del discorso ai suoi concittadini dal Presidente Vladimir Putin in vista delle elezioni per il rinnovo della Duma in programma da venerdì e domenica. Un voto importante non tanto per il risultato, vista la scontata vittoria della formazione presidenziale di Russia Unita, ma per la sua tempistica e il clima sociale in cui si svolge. Oltre ad essere il primo dall’inizio della cosiddetta «Operazione Speciale» il voto per il rinnovo della Duma coincide con l’inedito senso di disagio e incertezza sociale generata dalle incursioni dei droni. La carenza di carburante e le interruzioni della rete internet, sfruttata dagli aerei senza pilota per individuare i bersagli, stanno trasmettendo ai russi la consapevolezza, mai provata dal febbraio 2022 ad oggi, di vivere in un paese in guerra. Sapendo però di poter contare sul nazionalismo e sulle indubbie doti di resilienza dei russi Putin punta a trasformare le difficoltà in successi.

«La vostra scelta dimostrerà ancora una volta - spiega Putin - che milioni di persone sono al fianco dei nostri combattenti, che siamo un popolo unito da valori condivisi, dalla memoria storica e dall’amore per la Patria, e che nessuno riuscirà a dividerci e a intimidirci». In questa prospettiva il voto diventa prova di fedeltà alla nazione e di resistenza ai tentativi dell’Ucraina, e dei suoi alleati europei, di lacerare il paese. Per Putin, il risultato elettorale rappresenterà «una risposta collettiva» a quanti «cercano di indebolire la Russia, ostacolarne lo sviluppo, privarla della sovranità e del diritto di determinare autonomamente il proprio destino». Altrettanto cruciale è, però, il tema della restaurazione dei confini imperiali disegnati da Caterina II. Nel suo discorso il presidente sottolinea che gli abitanti del Donbass e della cosiddetta Novorossiya (Nuova Russia, come l’Impero indicava i territori dell’Ucraina, Ndr) eleggeranno per la prima volta i deputati della Duma di Stato dopo la «riunificazione con la Russia».

Tre argomenti che, come spiega a Il Giornale l’ex-consigliere di Vladimir Putin Sergey Markov, possono trasformare le difficoltà di Putin in vantaggi regalandogli nuovi consensi. «In Russia dividiamo la società in due categorie. Una è - secondo Markov - quella tutta presa dalla guerra, l’altra è quella di chi vuole vivere in pace e senza problemi. Ora però questi attacchi spingono milioni di individui - decisi di solito a starsene alla larga dalla guerra - a prender posizione e quindi a scegliere se stare con gli Europei che ci attaccano o se, com’è scontato, chiedere di rispondere con più forza. Così alla fine l’unico risultato degli attacchi sarà il rafforzamento di quella parte del paese che chiede e pretende più decisione nel rispondere a Kiev e all’Europa». Una considerazione puntualmente confermata dal discorso di Vladimir Putin.

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