La Russia ha sete di carburante. Sembra un paradosso per un Paese produttore, eppure in gran parte del Paese crescono le segnalazioni di carenze di benzina o gasolio. Per il Cremlino è un problema da poco: una carenza che dipenderebbe solo da problemi di logistica e non dal mercato, che al contrario sarebbe completamente rifornito.
Dietro le parole del potere centrale di Mosca, però, si nasconde una situazione complessa, alimentata dai raid di Kiev in territorio russo che hanno preso di mira raffinerie e impianti di lavorazione. Il quadro per la Russia è tutt'altro che semplice, né di facile soluzione. Da giorni si moltiplicano le segnalazioni che qualcosa non funziona nel Paese, certificate da una serie di piccole notizie che, prese insieme, delineano un quadro poco lusinghiero.
La Russia limita le esportazioni di carburante
Il 28 giugno il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un divieto temporaneo alle esportazioni di benzina e cherosene e sta valutando un divieto totale per il gasolio. Lo zar ha spiegato però che la Russia avrebbe scorte di benzina pari a 1,7 milioni di tonnellate, presumibilmente in calo di appena il 4% rispetto all'anno scorso, ma ha ammesso che persistono code ai distributori di carburante e problemi di disponibilità per alcuni tipi di prodotto. Il 26 giugno il vice primo ministro russo Aleksandr Novak ha spiegato che le autorità stanno ristrutturando i collegamenti logistici del mercato, ma soprattutto che si sta valutando l'ipotesi di importare carburante per stabilizzare il mercato.
Intanto nei territori sta succedendo un po' di tutto. Sui social ci sono segnalazioni di nuove tendenze. Ad esempio, piccoli rivenditori privati “svuotano” le stazioni di servizio acquistando grandi quantità di benzina per poi rivenderla a prezzi esorbitanti.
A new trend is emerging amid Russia's fuel crisis. Fuel resellers are somehow buying fuel in bulk despite sales restrictions and then reselling it privately at huge markups.
— Special Kherson Cat (@bayraktar_1love) June 28, 2026
In this case, from Rostov, one of them drained an entire gas station dry with his homemade fuel truck.… pic.twitter.com/wM3D8cllh1
Nel distretto dell'Estremo Oriente del Primorsky Krai sono stati introdotti limiti alla quantità di carburante che i camion possono acquistare: in autostrada il limite è di 200 litri, mentre in tutte le altre stazioni di servizio è di soli 100 litri. La situazione è peggiore nelle steppe a nord della Mongolia: nel Territorio della Transbajkalia il limite è addirittura più basso, con ogni auto che può acquistare solo 5 litri al giorno.
Razionamenti da Mosca alle regioni periferiche
La sete di benzina e gasolio non riguarda però solo le regioni periferiche. Come ha notato l'analista russo Aleksandar Djokic, il razionamento dei carburanti ha raggiunto anche Mosca e la regione circostante. Djokic scrive che diverse catene, come Gazprom Neft, Lukoil e Teboil, hanno introdotto limiti di acquisto di 20-30 litri per rifornimento, limitando o vietando anche il riempimento delle taniche.
Nell'oblast di Oryol, non lontano dal confine con l'Ucraina, il governatore ha lanciato la proposta di razionare la vendita di carburante in base al numero di targa dei veicoli. In sostanza, la proposta è di consentire il rifornimento in giorni specifici in base all'ultima cifra della targa del veicolo. Come fa notare Djokic, a molti l'iniziativa ha ricordato lo stesso sistema che la Jugoslavia fu costretta a introdurre nel maggio del 1979, detto “pari-dispari”, a causa di una grave crisi energetica.
Il problema finisce per ricadere anche su altri settori. Come scrive il sito Fontanka, i produttori alimentari di tutta la Russia hanno iniziato ad avvertire le catene di supermercati di possibili ritardi nelle consegne causati dalla crisi del carburante. La crisi riguarda in particolare la città di San Pietroburgo. Per ora l'impatto è limitato, fanno sapere le fonti del giornale, ma non è detto che la situazione resti stabile a lungo.
Importazioni, benzina di qualità inferiore e opacità sui dati
Oltre al limite sulle esportazioni, il governo sta correndo ai ripari con altri rimedi. Il Consiglio della Federazione Russa ha approvato modifiche al Codice tributario per permettere la vendita di benzina con additivi. Inoltre, sono state modificate le leggi che regolano i sussidi sui carburanti per aprirli anche alle aziende che importano carburante in Russia dall'estero. Intanto, scrive Reuters, Mosca ha iniziato a importare benzina dall'India. Almeno 60 mila tonnellate sarebbero già in viaggio con due petroliere. In generale si prevede che il Paese importi 400 mila tonnellate da diversi Paesi, in particolare dalla vicina Bielorussia.
Per Mosca lo scenario è ingarbugliato e complesso. Da un lato le esportazioni di gasolio e benzina sono crollate, con cali del 50% tra maggio e giugno; dall'altro Mosca è stata costretta a incrementare l'export di greggio non raffinato a causa del forte livello di sofferenza delle raffinerie nazionali colpite dai droni di Kiev. A ridosso della fine di giugno 2026, le esportazioni di petrolio non raffinato via mare hanno registrato un record dall'inizio della guerra, balzando a 4,13 milioni di barili al giorno.
Dal canto loro, le autorità del Cremlino sono corse ai ripari nel modo più semplice: l'opacità. I dati sui prezzi del carburante e sulle reali condizioni di disponibilità sono stati soggetti a forti restrizioni e censura. Il governo russo ha imposto limiti molto rigidi alla diffusione delle informazioni reali sull'inflazione e sull'effettivo costo dei beni di consumo, compresi i carburanti.
E intanto sui social russi monta la rabbia. Diversi automobilisti stanno raccontando di guasti alle proprie auto a causa del carburante erogato nelle stazioni di servizio. Si lamentano spie di avvertimento accese, detonazioni e cali di potenza dopo l'introduzione del vecchio standard Euro 3. E potrebbe andare peggio.
Russian drivers are experiencing a mass breakdown of their cars due to fuel from gas stations. Motorists are complaining about warnings from their cars, detonation, and a drop in power after the introduction of the old Euro-3 fuel standard. pic.twitter.com/D235XvzNGi
— Beefeater (@Beefeater_Fella) June 30, 2026
Come scrive il quotidiano Kommersant, il governo potrebbe consentire
alle aziende di produrre temporaneamente benzina e diesel di qualità inferiore. Il quotidiano, citando una bozza di documento governativo, spiega che la Russia potrebbe consentire la produzione di benzina e diesel Euro 2.