Un lungo elenco che crea solo l’imbarazzo della scelta. I democratici tornano in Congresso convinti di poter finalmente portare alla luce tutte le magagne del presidente tramite una raffica di indagini.
La sete di vendetta all’interno del partito è elevata, e molti vorrebbero dichiarare guerra a un presidente al quale i repubblicani hanno concesso tutto. Procedere a ritmo serrato però li espone a rischi, perché presentarsi solo come il partito anti-Trump potrebbe risultare in una delusione per gli americani e in un conto salato alle presidenziali del 2028.
Di fronte alla valanga di indagini che si prospetta, la Casa Bianca si sta comunque attrezzando. Il presidente ha assicurato che difenderà i suoi anche con grazie preventive, e ha ostentato sicurezza anche di fronte a un suo possibile impeachment: “Se procedessero, ne uscirebbero distrutti”, ha detto.
Ma il suo entourage non è del tutto convinto e affila le armi su vari dossier.
Il caso Epstein
I democratici puntano a indagare su come l’amministrazione ha gestito lo scandalo del finanziere morto in carcere e i suoi legami con alcuni componenti dell’entourage del presidente.
La vicenda ha provocato le prime crepe nel movimento Maga e le conseguenti critiche a Trump da parte della sua base.
Le accuse di corruzione
È stato uno dei temi che i liberal hanno messo al centro della loro campagna elettorale e che intendono cavalcare.
Nel mirino ci sono i guadagni realizzati dalla famiglia Trump e dagli alleati del presidente nei primi due anni della sua amministrazione fra accordi miliardari sulle criptovalute e intese oltreoceano con potenti investitori stranieri. Nel mirino anche l’Air Force One regalato dal Qatar.
Gli abusi dell’Ice
Il pugno duro sui migranti ha aiutato Trump a vincere le elezioni nel 2016 e nel 2024, ma alle midterm si è rivelato un boomerang.
Le retate degli agenti dell’Ice in cui sono stati uccisi anche dei cittadini americani hanno sollevato molte polemiche e fatto indignare l’opinione pubblica. I dem intendono chiedere all’amministrazione il conto della stretta.
La guerra in Iran
Il commander-in-chief ha agito senza l’autorizzazione del Congresso, la sola istituzione che ha l’autorità di dichiarare guerra.
I liberal vogliono spiegazioni da Trump e, soprattutto, dal capo del Pentagono Pete Hegseth.
Le politiche no vax e di salute pubblica
L’attenzione è sul segretario Robert F. Kennedy Jr., accusato di aver messo a rischio l’infrastruttura sanitaria americana e la ricerca con le sue scelte e i suoi tagli.
Abuso di potere
Trump ha rivendicato i suoi poteri esecutivi per portare avanti i progetti infrastrutturali a Washington e alla Casa Bianca, aggirando il Congresso e procedendo autonomamente.
Il ruolo di Musk
Il miliardario è nel mirino per i suoi drastici tagli alla burocrazia e alle spese dell’amministrazione quando era a capo del Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) e per i contratti governativi ricevuti dalle sue società.
