Il procuratore generale dell’Ucraina, Ruslan Kravchenko, si è dimesso dal suo incarico a seguito di accuse di corruzione che hanno portato gli agenti anticorruzione a perquisire i suoi uffici nel fine settimana nell’ambito di indagini sui call center illegali. Da anni Kiev lotta per sradicare la corruzione, che persiste anche durante l’invasione russa, e la cerchia ristretta del presidente Volodymyr Zelensky è stata colpita da diversi scandali.
L’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sapo) hanno dichiarato sabato di aver scoperto un sistema di riciclaggio di denaro “guidato da un funzionario della procura generale” e di aver condotto delle perquisizioni. Secondo gli inquirenti, la rete riceveva denaro per proteggere i call center che effettuavano truffe telefoniche e “riciclava milioni di dollari”. Le truffe telefoniche sono aumentate vertiginosamente sia in Ucraina che in Russia negli oltre quattro anni di guerra.
Secondo la Nabu, le tangenti sarebbero state utilizzate per acquistare immobili, gioielli e altri beni di valore. Domenica, Kravchenko ha rilasciato una dichiarazione sui social media affermando di “respingere le accuse”, definendole “completamente infondate” e negando qualsiasi illecito. Oggi pero’ ha annunciato su Telegram di aver presentato le sue dimissioni da Procuratore Generale. “Non voglio che la carica di Procuratore Generale venga utilizzata come strumento di scontro politico. La mia posizione in merito alle accuse rimane invariata”, ha aggiunto. La Nabu aveva pubblicato le immagini di una cassaforte piena di mazzette di dollari, affermando di aver scoperto cinque membri dietro il sistema, senza però nominarli. Secondo la Global Initiative Against Transnational Crime (GI-TOC), con sede in Svizzera, i call center illegali impiegano circa 60.000 persone in Ucraina.
