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Politica estera

Terremoto nella Linke dopo la vittoria a Berlino: deputato si ritira per i contatti con una famiglia malavitosa

Ferat Koçak ha annunciato la sospensione delle sue attività parlamentari in attesa che la situazione si chiarisca. Fuoco amico dalla Linke: “Non posso più credere all’ingenuità”

Ferat Koçak

La vittoria della Linke a Berlino ha scoperchiato una rete di influenze pericolose per il partito di sinistra, che è in attesa di sapere se riuscirà a governare la Capitale tedesca. La festa del weekend a scrutini conclusi ha messo in luce la vicinanza del partito con esponenti pericolosamente legati a organizzazioni vicine all’estremismo islamico e a esponenti di spicco della malavita di Berlino. E le prime posizioni iniziano a traballare.

Il deputato della Linke Ferat Koçak ha annunciato l’autosospensione delle sue funzioni parlamentari, compresa la partecipazione ai lavori della Commissione Interni del Bundestag. La decisione è arrivata in seguito alle polemiche scoppiate proprio per i suoi contatti con esponenti della famiglia Remmo, nota alle cronache per il coinvolgimento diretto e primario nella criminalità organizzata a Berlino. La notizia del passo indietro è stata confermata dal co-capogruppo del partito al Bundestag, Sören Pellmann: “Ferat Kocak ci ha comunicato che si ritirerà fino a nuovo ordine, finché non sarà fatta piena trasparenza. Auspichiamo questo”. Pellmann ha precisato che Koçak ha promesso la massima trasparenza e che la decisione su eventuali conseguenze politiche verrà presa “in seguito, in modo solidale tra noi”.

La polemica è esplosa dopo la pubblicazione di alcuni messaggi tra Koçak e Firas Remmo, figlio di Issa Remmo, esponente di una nota famiglia della criminalità organizzata di Berlino, che era alla festa della Linke. In una conversazione, il deputato aveva mandato “saluti con rispetto” a Issa Remmo e aveva chiesto al figlio di contribuire a diffondere un video di un suo intervento al Bundestag. “Dite a tutti i vostri di condividerlo, per favore”, aveva scritto Kocak. La risposta di Remmo era stata: “Volentieri, fratello”. Anche la deputata della Linke, Petra Pau, ha criticato pubblicamente il collega. “Ne ho abbastanza. Come deputato del Bundestag hai una responsabilità, non posso più credere all’ingenuità”. Pau ha aggiunto di aver volutamente ignorato già in estate una mail di Koçak perché temeva sviluppi di questo tipo.

Inizialmente, Koçak ha dichiarato di non conoscere la famiglia Remmo. Successivamente ha sostenuto che gli scambi rientravano nella consueta attività di comunicazione con i residenti del quartiere di Neukölln e che il saluto rivolto al padre era una semplice forma di cortesia. Nella serata di lunedì, il parlamentare ha inviato una lettera di scuse, riconoscendo che i contatti tra esponenti politici e persone vicine alla criminalità organizzata non sono “in alcun modo giustificabili”. Sulla vicenda è intervenuto anche Dirk Peglow, presidente del Sindacato dei Detective Tedeschi (BDK), evidenziando il rischio che contatti di questo tipo possano portare a una normalizzazione della criminalità organizzata. Peglow ha aggiunto che tali episodi rappresentano un “pugno in faccia” per gli agenti e gli investigatori impegnati nel contrasto ai clan.

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