La fucilazione di Nidal Hasan, l’autore della strage di Fort Hood, non sarà trasmessa in streaming. Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth. “Morirà, come previsto, davanti a un plotone d’esecuzione, ma l’evento non sarà trasmesso in streaming. Tuttavia, i familiari più stretti delle vittime potranno assistere all’esecuzione di persona, se lo desiderano. Meritano di vedere la giustizia in azione”, ha scritto Trump.
“Nidal Malik Hasan, un ex maggiore dell’esercito statunitense trasformatosi in traditore, è un uomo profondamente malvagio che ha ucciso 13 persone, tra cui una soldatessa incinta, deceduta insieme al figlio che portava in grembo, e ne ha ferite molto gravemente altre 32, tutte innocenti”, ha detto Trump criticando l’Fbi di Barack Obama che “intercettò comunicazioni elettroniche tra Hasan e il religioso radicale yemenita-americano Anwar al-Awlaki” ma concluse che “le e-mail di Hasan non costituivano una minaccia”.
Il presidente quindi spiega che inzialmente aveva pensato che la trasmissioni in streaming della fucilazione “avrebbe potuto costituire un forte deterrente, mostrando al mondo come l’America tratti i terroristi e la feccia come Hasan. Tuttavia, molte persone perbene e animate da buone intenzioni preferirebbero non vederlo morire, né in streaming né attraverso qualsiasi altro mezzo visivo”. Trump per questo ha deciso che non sarà in streaming, sementendo di fatto la podizione del segretario della Guerra Pete Hegseth che aveva annunciato l’intenzione di mandare tutto in diretta. La retromarcia segue la valanga di critiche che si è abbattuta sul presidente e il Pentagono per la decisione di trasmetterla in diretta.
