Donald Trump ha cancellato improvvisamente due comizi elettorali in Kansas e Iowa a due giorni dal voto di midterm, salvo poi reinserirli altrettanto a sorpresa nel suo programma. Inizialmente, il presidente Usa avrebbe dovuto tenere comizi a Salina in Kansas sabato, e a Dubuque, in Iowa, domenica. Giovedì però entrambi gli appuntamenti sono stati annullati, e i repubblicani hanno spiegato che il tycoon si sarebbe concentrato esclusivamente su una serie di comizi rituali o telefonici (almeno 20). Il repentino cambio di agenda ha spinto molti a pensare che i repubblicani avessero gettato la spugna nei due stati, dove i candidati conservatori al Senato sono in difficoltà, oltre a sollevare interrogativi sullo stato di salute e sulla resistenza di Trump. Fatto, quest’ultimo, che ha provocato la sua reazione stizzita quando un giornalista gli ha chiesto se si sentisse bene. «Mi sento perfettamente», ha risposto bruscamente aggiungendo che non era più necessario recarsi in Kansas poiché il senatore Gop Roger Marshall sta «andando molto bene».
In realtà, Marshall deve affrontare una sfida inaspettatamente competitiva contro Adam Hamilton, visto che lo stato non elegge un senatore democratico dal 1932. E in Iowa, la deputata
repubblicana Ashley Hinson è impegnata in una corsa serrata contro Josh Turek. Entrambi gli stati hanno votato in modo netto a favore di Trump nel 2024, ma ora sono diventati campi di battaglia decisivi per il controllo della Camera Alta, dove i repubblicani devono difendere la maggioranza di 53 seggi contro 47. In Kansas e in Iowa il comandante in capo rischia di subire gli effetti della guerra in Iran, che ha fatto aumentare il prezzo dei carburanti e pesa sugli agricoltori. Mentre in South Carolina, altro stato fortemente conservatore, potrebbe pagare dazio per aver imposto come successore ad interim del defunto senatore Lindsey Graham la sorella Darline, che non ha alcuna esperienza politica.
Intanto, tra gli americani che hanno già espresso la propria preferenza per posta c’è anche Papa Leone XIV, il primo pontefice della Chiesa cattolica nato negli Stati Uniti, e per quanto noto, anche il primo che partecipa al voto in un’elezione politica. «Il Papa ha esercitato il proprio diritto come cittadino degli Stati Uniti ogni volta che ne ha avuto la possibilità. La Sala Stampa della Santa Sede conferma che, in linea con questa consolidata prassi di partecipazione civica, ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago», ha commentato il Vaticano. Precisando che Leone sostiene «il diritto e il dovere dei cittadini di partecipare
ai processi democratici». Il Chicago Sun-Times ha fatto sapere che il Papa, registrato a un indirizzo di New Lenox, in Illinois, ha richiesto una scheda elettorale per corrispondenza il 3 ottobre scorso. Non è chiaro in che modo abbia restituito la scheda, ma suo fratello, John Prevost, si trovava a Roma questa settimana insieme ad alcuni parrocchiani di St. Jude (a New Lenox). Il fratello maggiore del Papa frequenta la messa in quella parrocchia, dove Leone ha tenuto un discorso nel 2024, quando era ancora cardinale. Il presidente e il Pontefice si sono scontrati più volte in seguito alle critiche di quest’ultimo contro la dura repressione dell’immigrazione negli Usa. Dal canto suo, Trump ha definito il Papa «debole» sul fronte della criminalità e «terribile» in politica estera. Elon Musk, da parte sua, ha lanciato un allarme affermando che «se nel 2028 i dem dovessero ottenere una vittoria schiacciante, conquistando la Camera, il Senato e la presidenza, questo porterebbe l’America a diventare uno Stato a partito unico permanente e segnerebbe la fine della democrazia». Ecco «perché in queste elezioni di metà mandato serve votare per i repubblicani».
