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Politica estera

“Trump valuta un nuovo accordo con Putin”

Il Kyiv Independent riporta indiscrezioni su un possibile nuovo allentamento delle sanzioni in vigore contro Mosca

Trump-Putin

L’accordo sul diesel russo e la sospensione delle sanzioni nei confronti della Federazione contenute nel Lindsey Graham Act potrebbero non essere gli ultimi atti del riavvicinamento tra l’amministrazione americana e il Cremlino. Diversi funzionari ucraini e statunitensi a conoscenza della questione hanno infatti rivelato al Kyiv Independent che Donald Trump potrebbe prendere in considerazione un ulteriore allentamento delle misure punitive contro la Russia. Una potenziale mossa che secondo le fonti della testata ucraina farebbe parte dei tentativi messi in campo da Washington per persuadere il Cremlino a porre fine alla guerra contro Kiev in cambio di vantaggi economici.

Nello specifico, il timore riferito dagli insider al sito di informazione ucraino riguarda un possibile accordo con gli americani sui fertilizzanti russi. Tale settore non è sanzionato direttamente dagli Stati Uniti né è vietata l’importazione dei fertilizzanti. Tuttavia, afferma un alto funzionario ucraino consultato dal Kyiv Independent, un’eventuale intesa potrebbe prevedere un allentamento delle sanzioni per navi, aziende, banche e individui legati a quel settore.

Se le preoccupazioni ucraine fossero confermate si tratterebbe di un notevole risultato per Vladimir Putin. I russi cercano da tempo di ottenere concessioni su questo fronte, spiega un membro dell’intelligence ucraina. Mosca preme su un allentamento delle restrizioni che gravano sulle sue esportazioni agricole sostenendo che le barriere bancarie, assicurative e di trasporto marittimo ne abbiano limitato l’accesso ai mercati. La questione venne già sollevata nel 2022 nel corso dei negoziati sull’iniziativa per il grano del Mar Nero, abbandonati dai russi l’anno successivo proprio per la mancanza di progressi sui fertilizzanti.

Mentre il primo carico di diesel di Mosca è diretto verso gli Stati Uniti, a Washington non si placa la polemica politica per le iniziative del tycoon, anche in casa repubblicana e alla vigilia del voto di midterm. Il patto sul diesel è stato interpretato da molti osservatori come il disperato tentativo da parte di Trump di mostrare agli elettori l’impegno della Casa Bianca nella lotta all’inflazione e di attribuire la responsabilità dell’aumento dei costi alla guerra in Ucraina e agli attacchi di Kiev contro gli impianti energetici russi invece che al conflitto in Iran voluto dal leader Usa. La scelta del commander in chief è stata criticata persino da Mike Rogers, candidato senatore del Gop in corsa in Michigan, che, riferendosi all’intesa, ha dichiarato di non credere “che possiamo concedere a Putin nemmeno un centimetro”.

Come è facile immaginare, il riavvicinamento tra Washington e Mosca alle spese degli alleati ucraini ha provocato la condanna da parte del presidente Volodymyr Zelensky, il quale ha definito l’intesa tra le due potenze come una “mossa debole” che apre la strada ad un ulteriori allentamento di sanzioni. “A mio avviso”, ha detto Zelensky, “non possiamo accettare questi accordi. Perché seguiranno accordi sul gas. E di questo sono assolutamente certo. Dopo il gas, revocheranno le sanzioni anche su altre cose”.

I funzionari ucraini citati dal Kyiv Independent dichiarano che offrire concessioni prima di ottenere un cessate il fuoco difficilmente convincerà Putin a smettere di combattere e sottolineano che la Russia non ha offerto nulla di significativo in cambio dell’accordo sul diesel. Oltretutto, il danno nei rapporti con gli alleati e alla reputazione di Washington è incalcolabile. Come ben riassume un’analisi pubblicata dal New York Times, Trump ha tagliato del 99% gli aiuti Usa all’Ucraina e invia denaro americano al Cremlino e, di conseguenza, ad una macchina da guerra che, secondo le Nazioni Unite sta uccidendo civili ad un “nuovo orribile livello”. E adesso, ricorda il quotidiano Usa, gli ucraini si sentono traditi.

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