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Politica estera

Xi Jinping alla Casa Bianca il 24 settembre: il vertice con Trump e la scelta di disertare l’Onu

Il leader cinese dovrebbe arrivare negli Stati Uniti il 23 settembre e ripartire il 25. In programma una sola giornata di incontri a Washington

Il presidente cinese Xi Jinping sarà alla Casa Bianca il 24 settembre per incontrare Donald Trump. A confermare la data del vertice è stato lo stesso presidente americano, intervenendo sui lavori per la nuova sala da ballo della Casa Bianca e sulla necessità di disporre di spazi adeguati a ospitare eventi di grandi dimensioni.

“Avremo il presidente Xi in arrivo il 24 settembre, o giù di lì. Credo sia il 24 settembre”, ha detto Trump. Il presidente ha poi aggiunto, riferendosi ai limiti degli attuali spazi della residenza presidenziale: “Ci piacerebbe avere 2mila persone a cena e trascorrere una bella serata, ma abbiamo soltanto una sala che può contenere 89 persone e 89 persone non sono sufficienti”.

Xi non parteciperà all’Assemblea generale dell’Onu

La visita negli Stati Uniti del leader cinese dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull’incontro con Trump a Washington. Xi Jinping non avrebbe infatti in programma una tappa a New York per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il cui dibattito generale inizierà il 22 settembre.

Secondo quanto riportato da Politico, sulla base delle dichiarazioni di quattro persone a conoscenza del programma del viaggio, Xi dovrebbe arrivare negli Stati Uniti nella tarda serata del 23 settembre e ripartire il 25.

“Xi dovrebbe arrivare probabilmente in tarda serata il 23 settembre, non parteciperà all’Assemblea generale e ripartirà il 25”, ha riferito una delle fonti. Il presidente cinese avrebbe quindi un solo giorno di incontri alla Casa Bianca, il 24 settembre.

L’ultima partecipazione in presenza di Xi all’Assemblea generale dell’Onu a New York risale al 2015, in occasione del 70esimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite. Nel 2021, durante la pandemia di Covid, il leader cinese intervenne invece in videoconferenza. In quell’occasione fece anche un riferimento implicito al ritiro americano dall’Afghanistan, avvenuto il mese precedente, inserendolo nella più ampia strategia di Pechino volta a proporre ai Paesi in via di sviluppo un modello internazionale meno incentrato sull’egemonia statunitense e maggiormente legato alla visione economica e politica della Cina.

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