Nella moschea sciita di Roma che celebra la leadership iraniana, commemora Qasem Soleimani e ha ospitato fan di Hezbollah, adesso arrivano anche i grandi teologi del diritto islamico internazionale. E lo fanno proprio nei giorni in cui il centro apre le porte a bambini e adolescenti per insegnare loro «l’Islam e il Corano». Sabato 31 ottobre, al Centro Islamico Imam Mahdi di via Spello 5, nel quartiere Tuscolano, è arrivato l’ayatollah iraniano Abu al-Qasim al-Dibaji, figura di spicco della giurisprudenza islamica sciita.
Al-Dibaji non è un predicatore qualsiasi. Nato in Iran, formatosi nei grandi centri teologici sciiti di Qom e Najaf, da oltre trent’anni rappresenta in Kuwait il Grande Ayatollah Ali al-Sistani, una delle massime autorità religiose dello sciismo mondiale, residente a Najaf, in Iraq. Ma soprattutto è segretario generale della World Organization of Pan-Islamic Jurisprudence, un’organizzazione internazionale che si occupa di diritto islamico. La sua specializzazione è il fiqh, la giurisprudenza islamica, la disciplina che interpreta le prescrizioni religiose e ne studia l’applicazione alla vita dei fedeli. Un episodio che non può che far riflettere dopo la nascita del primo tribunale della Sharia in Italia, a Padova. La giurisprudenza islamica come alternativa a quella italiana, infatti, si sta lentamente insinuando nei meandri delle nostre moschee in modo sempre più sfacciato. Per comprendere il contesto bisogna ricordare chi frequenta questa struttura. Come già raccontato da Il Giornale,il centro ha ospitato anche esponenti politici di Hezbollah. Tra questi Nawar al-Sahili, parlamentare libanese appartenente al movimento sciita, intervenuto a un’iniziativa nel 2015. Il legame con la Repubblica islamica iraniana emerge anche dalle iniziative promosse dall’associazione. Nel 2023 il centro ha organizzato la presentazione di un libro dedicato a Qasem Soleimani, il generale iraniano che guidava la Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione, ucciso nel gennaio 2020 da un attacco statunitense a Baghdad. A questo si aggiungono le commemorazioni della leadership iraniana e le iniziative dedicate alla Rivoluzione islamica. Dopo la morte di Ali Khamenei, il Centro Imam Mahdi ha diffuso messaggi celebrativi nei confronti dell’ex Guida suprema, esaltandone la figura religiosa e politica. La stessa struttura è stata oggetto, nel marzo 2026, di un’inchiesta firmata da Giovanni Giacalone e Adrian Calamel, che ha ricostruito i rapporti del centro con ambienti religiosi iraniani, le iniziative dedicate alla Repubblica islamica e i collegamenti con personalità vicine a Hezbollah.
Tra le figure di riferimento dell’associazione c’è Damiano Abbas Di Palma, italiano convertito allo sciismo e formatosi anche negli ambienti teologici iraniani. Se nel medesimo contesto si svolgono corsi rivolti ai minori, in che modo vengono controllati? Possibile che vengano educati da esponenti di primo piano dell’islam sciita?
