Nessuna diffamazione: accusa da archiviare. Parola del pm di Roma, Roberta Capponi, che si è occupata della querela di Mohammad Hannoun contro il deputato di Fdi, Riccardo De Corato. La denuncia dell'imam palestinese trapiantato a Genova, tuttora in carcere a Terni in regime di alta sicurezza con l'accusa di avere finanziato Hamas, porta la data del 6 luglio 2023. Ben prima dell'arresto di Hannuon, scattato a fine 2025. Tuttavia De Corato ne è stato messo al corrente solo un mese fa, con la notifica appunto della richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma.
La vicenda. De Corato, all'epoca capogruppo di Fdi in Commissione parlamentare antimafia, aveva chiesto conto - con relative dichiarazioni a giornali e agenzie - alla collega dell'M5s, Stefania Ascari, del suo invito ad Hannoun a un incontro nella sala stampa della Camera. «Avevo contestato - ha spiegato ieri il deputato, affiancato dall'avvocato Pietro Porciani - anche basandomi su alcuni articoli del quotidiano Repubblica, la presenza di Hannoun in una sede istituzionale. L'imam genovese era già una persona molto chiacchierata per i suoi rapporti con Hamas e io ritenevo inopportuno che prendesse parte a una conferenza stampa alla Camera dei deputati. E su invito di un membro della Commissione antimafia, competente tra l'altro per i reati di terrorismo». Le frasi considerate diffamatorie da Hannoun, assistito dall'avvocato Dario Rossi e che ha querelato per gli stessi motivi anche Repubblica, sono le seguenti: «Acclarato finanziatore di Hamas» e «a capo di una associazione che solo apparentemente si occupa di aiutare i palestinesi». Ora il pm motiva la richiesta di archiviazione dell'aprile scorso, notificato a De Corato a metà giugno, con la «infondatezza della notizia di reato». Scrive Capponi che le dichiarazioni del deputato di Fdi «non hanno contenuto diffamatorio in quanto trovano il loro fondamento su articoli di stampa che basandosi su fonti aperte riferivano di come l'associazione benefica di Hannoun Mohammad (la Abspp, poi finita nel mirino della Procura di Genova, ndr) fosse stata destinataria di una richiesta di congelamento da parte dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interna di Israele, ndr), delle somme trasferite dall'organizzazione Hamas definita terroristica, in quanto alla stessa affiliata».
Il riferimento del pm è in primo luogo a un articolo del 4 luglio 2023 su Repubblica - «giornale non certo vicino alla mia area politica», fa notare il deputato di Fdi - dal titolo: «Soldi a Hamas. Indagini a Genova su un'associazione palestinese. Israele chiede il sequestro dei fondi raccolti dall'architetto Mohammad Hannoun».
Continua De Corato: «Non sapevo nulla della querela, l'ho scoperto dopo tre anni con la notifica dell'istanza di archiviazione. E anche questo per me è grave, tenuto conto che ero e sono un parlamentare». Mentre l'avvocato Porciani sottolinea il «paradosso» dietro il caso. «L'obiettivo di Hannoun era di natura economica, raccogliere quattro soldi con cui paradossalmente lo Stato italiano, per mezzo di un suo rappresentante, avrebbe finanziato Hamas. Oltre ovviamente a gettare discredito su un parlamentare».
L'architetto palestinese, 64 anni, fino a pochi mesi fa capopopolo della manifestazioni pro Pal del sabato a Milano, potrebbe presentare opposizione all'archiviazione dell'inchiesta (di cui De Corato al momento non ha avuto notizia). A quel punto deciderà il gip in una udienza.
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