Luciana Littizzetto è una comica, anche se non fa ridere. Elly fa ridere ed è la segretaria del Pd. Conte è meno divertente, sebbene anche lui abbia preso a modello Pedro Sánchez. Bonelli e Fratoianni sono uno spasso.
La Littizzetto, dallo studio di «Che tempo che fa» (rosso di sera...), ha chiesto a Sánchez di fare il leader del campo largo e governare l’Italia. Pedro, dimissionario per la quarta volta in otto anni, sui social ha risposto: «Grazie per le gentili parole, Luciana, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno altri quattro anni. Comunque, non riesco proprio a immaginare una persona migliore per l’Italia che Elly Schlein! Sempre tuo, Pedro Pedro Pedro», come cantava la Carrà. Pedro è l’idolo dei progressisti italiani ma ha fatto tutto il contrario di quello che hanno predicato Pd, M5s e Avs dal 2022.
Elly vuole diventare premier passando per elezioni? Sánchez lo è diventato senza: a giugno 2018 ha preso il posto di Mariano Rajoy (centrodestra). Il centrosinistra è contrario all’autonomia? Pedro pur di restare al potere ha stretto accordi coi separatisti catalani e baschi, che prima voleva in galera e poi ha voluto in maggioranza. Meloni apre in Albania i centri per i rimpatri dei clandestini? Le opposizioni gridano allo scandalo e organizzano pagliacciate e le maschere si superano ogni volta. Quando però è saltato fuori che Sánchez ha aperto due Cpr nella repubblica islamica di Mauritania i campioni progressisti, contagiati dalla statista di Lugano, sono entrati in modalità «pausa teatrale». Ottantamila clandestini invadono l’exclave spagnola di Ceuta? Ecco che l’indomani, quando il socialista si inventa la balla dei 48.600 rimpatri li aveva contati uno a uno i progressisti italiani ne elogiano l’efficienza, e dunque abbiamo appreso che i rimpatri non solo si possono, ma si devono fare.
Vabbè, però Sánchez non ha speso per il riarmo! Insomma: anche gli ultimi dati di Trading Economics confermano che tra il 2022 e il 2025 le spese spagnole per la difesa sono cresciute del 94,2% e che la Spagna ha speso più del doppio dell’Italia, 98 miliardi. In termini assoluti la Spagna è il terzo Paese europeo dietro a Germania e Polonia ad aver aumentato gli armamenti. Quando ieri, senza commentare ma solo citando i dati, il conduttore di «Coffee Break» (La7) Andrea Pancani ha sottoposto i numeri al deputato dem Arturo Scotto abbiamo temuto per la salute di quest’ultimo, più di quando si è imbarcato sul Circo-Flotilla.
E però il fenomeno di Madrid (non è Scotto) si è opposto strenuamente a Putin, mica come Trump e i suoi servi. Quasi. A marzo la Spagna è diventato il primo importatore europeo di Gnl russo (gas naturale liquefatto): ha speso 355 milioni e l’aumento è stato del 124% rispetto allo stesso periodo del 2025. La sinistra nostrana esalta i giovani che a Madrid protestano contro il caro-affitti? Dite a Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni - ma abbiate un certo tatto - che l’idolo progressista aveva otto anni per emanare una legge.
Anche Valeria Marini, lo ha detto lei, di notte mandava messaggi a Sánchez: «Querido presidente...».
