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Politica internazionale

Chi sceglie e chi piange

Mentre Parigi implode, l’Italia si dota di una legge elettorale che finalmente restituisce il potere al cittadino

TOPSHOT - Protesting students throw items onto burning trash bins, as part of ongoing student blockading action calling for the hiring of substitute teachers, increased resources, and decent learning conditions in Lille, northern France, on October 1, 2026. Since late September, students have staged protests outside schools over grievances ranging from timetables, class sizes and a shortage of teachers to overheated classrooms during this year's heatwaves. The protests started in the Ile-de-France region around Paris but have now spread to other cities nationwide. (Photo by Sameer AL-DOUMY / AFP)

Parigi brucia e l’Europa dorme. Non è un’esercitazione, è il trailer dell’Italia che verrà se continueremo a idolatrare la piazza barricadera. Quella che, travestita da studente, svela poi l’anima nera del guerrigliero urbano, pronto a dare alle fiamme la città in nome di un fanatismo che odia la democrazia.

La sinistra italiana, stretta tra le primarie stantie della Schlein e i distinguo tattici di Conte, è già pronta a gridare al «fascismo» appena lo Stato proverà a tentare di garantire l’espressione democratica nella sicurezza, non confondendo la Costituzione con le bombe carta. È il colmo: le camicie nere, ma dal cuore rosso, oggi, sfilano a Parigi. Macron, il tecnocrate globalista, pare quasi un moderato di fronte al caos che avanza. Diceva Camus che «la libertà è un rischio da correre», ma qui siamo all’anarchia che divora il consenso.

Eppure, una luce in fondo al tunnel c’è. Mentre Parigi implode, l’Italia si dota di una legge elettorale che finalmente restituisce il potere al cittadino. Preferenze vere, basta parlamentari-figurine scelti nelle segrete stanze, basta governi a tavolino. Chi vuole contare, dovrà farsi votare. Il popolo sceglie, i burattinai piangono. Il resto è solo fumo, e non è neppure francese.

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