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Politica internazionale

La premier a Bruxelles: “Più flessibilità per contenere i prezzi”

Lettera per ampliare lo spazio di bilancio e contenere l’inflazione. La cautela della Ue

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante l'evento: Il Valore del fare. 80 anni di CNA. La storia di un'Italia che costruisce il futuro. Presso l'Auditorium Antonianum a Roma, 1 ottobre 2026. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il governo prepara il Dpfp, che andrà oggi in Cdm, con un occhio ai numeri della manovra e l’altro ai mercati. Giorgia Meloni ha scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole di bilancio, alla luce dello shock energetico e dell’inflazione. La richiesta, avanzata in un’iniziativa congiunta con Praga, arriva con lo spread Btp-Bund intorno a 117 punti base e quello francese oltre quota 130.

Nella lettera la premier osserva che le speranze di una rapida soluzione della crisi in Medio Oriente «sono andate deluse» e i mercati energetici «restano estremamente tesi»: il petrolio in euro costa quasi l’80% in più rispetto a inizio anno, il gas il 156%. Il tetto alla spesa netta, fissato in termini nominali, «potrebbe non accogliere pienamente» l’impatto di un’inflazione superiore alle previsioni, a partire dalle pensioni, la cui spesa direttamente esposta vale il 20,4% del Pil. Meloni si dice «pienamente consapevole» degli impegni sulla procedura per deficit eccessivo, ma ritiene che il quadro consenta alla Commissione di considerare i «fattori rilevanti» nel valutare i Documenti programmatici. Una questione «urgente», da discutere all’Ecofin. Intervenendo alla Cna, la presidente del Consiglio ha spiegato che «non si può non tenere in considerazione il cambio» del quadro macroeconomico che «dipende dalla situazione contingente».

La richiesta italiana arriva peraltro in un clima tutt’altro che favorevole a Bruxelles. Prima ancora di ricevere la lettera di Meloni, la Commissione europea aveva infatti messo le mani avanti. La portavoce Paula Pinho ha confermato che l’Ue ha ricevuto l’iniziativa di Italia e Repubblica Ceca, ma ha ricordato che «abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri». Una cautela che fotografa il punto di partenza della trattativa: Roma considera necessario adattare le regole a uno scenario che si è radicalmente modificato, mentre a Bruxelles si sottolinea che l’Italia ha già ottenuto la clausola di salvaguardia nazionale per energia e difesa e che ulteriori margini non possono essere considerati acquisiti. La Commissione, comunque, ha lasciato aperto il confronto.

Il tema è stato al centro del vertice del centrodestra convocato a Palazzo Chigi ieri sera. Una riunione per mettere a punto i programmi con l’obiettivo di «contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese».

Sullo sfondo resta la piccola polemica sulla norma del ddl Concorrenza che consente ai consulenti del lavoro di depositare i bilanci al Registro delle imprese. L’articolo 13 non attribuisce loro il compito di redigere o approvare i bilanci, si fa notare, ma riguarda la trasmissione telematica di documenti già approvati dagli organi societari. La norma è nel ddl approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio. Non si tratta di una contrapposizione fra il tesoro e il dicastero del Lavoro, ma di una norma che aumenta la concorrenza tra professioni da valutare nel merito parlamentare.