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Politica internazionale

Per Hamas 3 milioni. Ai malati? 2mila euro

Per anni fiumi di denaro dall’Italia trasferiti nella Striscia. Nessuna solidarietà alla popolazione ma risorse ai terroristi palestinesi

Hannoun & C: "Compriamo casa con i soldi raccolti per gli orfani"

Nessuna beneficenza. E sono le cifre che siamo in grado di svelare a testimoniarlo. L’inchiesta su Mohammad Hannoun, condotta dalla procura di Genova, delinea i confini di quella che per anni è stata presentata come una gigantesca macchina di solidarietà per il popolo palestinese, quando in realtà gli investigatori hanno ricostruito un sistema di raccolta e movimentazione di milioni di euro con ben altri scopi.

Denaro raccolto in Italia, trasferimenti verso l’estero, triangolazioni attraverso Turchia, Giordania ed Egitto e, dopo il 7 ottobre 2023, il ricorso al contante e ai cosiddetti «cash couriers». È seguendo questo fiume di denaro che gli inquirenti hanno ricostruito il sistema ideato da Hannoun e, soprattutto, la destinazione di una parte consistente delle somme raccolte: entità che, secondo l’accusa, erano direttamente controllate da Hamas o riconducibili all’organizzazione. Oggi, con Hannoun e i suoi sodali in carcere, la macchina ha subito un grosso freno: oltre a lui sono detenuti i due gestori della filiale milanese e lo sceicco dai sermoni incendiari, ovvero Riyad Albustanji, che muovendosi tra Italia, Norvegia e Gaza, riusciva a essere il tramite tra il mondo del terrorismo palestinese e quello italiano. Ma in che modo venivano ripartite le cifre? Quali erano le causali utilizzate? E quanto denaro passava per il Nord Italia?

L’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (Abspp), con sede a Genova, Milano e Roma, era guidata da Hannoun, che aveva a disposizione una fitta rete di collaboratori per organizzare eventi e raccolte fondi, in particolare la Zakat, versata dai fedeli nelle moschee. Flussi che si intensificavano in occasione delle visite degli «sceicchi», che con i loro sermoni contro Israele garantivano un cospicuo afflusso di denaro destinato ad Hamas.

Le analisi della Procura di Genova hanno tracciato flussi complessivi per oltre 18 milioni di euro in totale diretti a entità vicine ai terroristi, tra cui figurano i 268 mila euro alla Al Salah Islamic Association di Gaza, i 243 mila al Comitato Zakat-Sadakat di Jenin, i 128mila alla Zakat-Sadakat Ramallah el Bireh, i 1 29mila alla Islamic Charitable Society di Hebron, i 114 mila all’Azzakat Committee di Nablus. Allargando lo sguardo agli accertamenti del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, sul conto dell’Abspp tra il 2007 e il 2017, spiccano i movimenti registrati presso Banca Carige (1 milione e 400 mila euro in entrata e 1 milione e 294 euro in uscita), Bnl (983 mila euro in entrata), Poste Italiane (484 mila in entrata e 444 in uscita) e Bpm (458 mila in entrata e 419 in uscita).

I flussi verso l’estero hanno toccato quote milionarie ma, a partire dal 2017, fiutando i controlli, la strategia è cambiata passando attraverso paesi diversi per poi virare sul contante e sui corrieri a causa delle restrizioni bancarie. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche i conti postali, dove si registrano 98 versamenti in contanti per 739.520 euro e 168 bonifici esteri per 1 milione e 558 euro: di questi solo 738 mila euro sono stati indirizzati a 16 presunti enti umanitari palestinesi (come i comitati di Jenin e Qalqilia) e 762 mila euro sono stati invece smistati tramite 43 bonifici verso la Turchia.

E i bimbi e orfani di Gaza? In dieci anni ai soggetti vicini ad Hamas sono stati destinati oltre 3 milioni di euro, mentre figura un solo versamento dall’importo di 2 mila 522,90 euro destinato all’Ospedale di Khan Younis.

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