Il verdetto delle urne americane si ripercuote immediatamente sul dibattito politico italiano. Giorgia Meloni sceglie una linea prudente. A margine delle celebrazioni per la Festa delle forze armate, la premier taglia corto: «Di America parliamo in un altro momento... Vedo che vi interessa molto la festa delle forze armate». Rimanda i commenti ufficiali e ironicamente richiama al rispetto del contesto. La premier italiana da mesi ha raffreddato i rapporti con Washington e l’indicazione data al partito è stata quella di mantenere atteggiamenti equilibrati nel commento al voto statunitense, senza indulgere al riflesso condizionato delle tifoserie.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ribadisce la linea della neutralità diplomatica: «Le elezioni nelle altre nazioni tendenzialmente io le osservo, non le commento. Gli Stati Uniti sono un alleato strategico e vadano rispettati al di là di chi scelgono al Congresso». Per Ylenia Lucaselli invece «Trump ha interpretato con forza una fase particolare della storia repubblicana, dando voce a un malcontento reale. Ma oggi Giorgia Meloni si afferma come la vera interprete del nuovo conservatorismo e della nuova destra a livello mondiale». I due vicepremier scelgono toni diversi. Matteo Salvini si focalizza sull’economia e sulla politica estera: «Ha influito molto il tema del carovita e del costo del gasolio. I repubblicani avevano votato Trump nel nome della stabilità e della fine dei conflitti, che invece sono aumentati. La speranza è che questa sonora sconfitta venga colta come uno stop all’interventismo».
Antonio Tajani, invece, scandisce: «Mai stati trumpiani. Neanche Meloni è una Maga, per carità. Siamo conservatori. Avere rapporti con i repubblicani non significa essere trumpiani, io non lo sarò mai. Vi ricordo che ho annullato una visita negli Stati Uniti per le parole di Trump alla premier». Affermazioni che provocano l’immediata reazione dell’opposizione. Angelo Bonelli (Avs) attacca duramente il titolare della Farnesina: «Ora tutti si vergognano del loro passato, ma gli italiani hanno buona memoria ed esistono le foto. Tajani si è fatto fotografare col cappellino Maga e Meloni volava a Mar-a-Lago proponendo il Nobel per la pace a Trump».
Nell’opposizione il clima è di festa. Nicola Fratoianni parla di «splendida notizia, un voto contro la guerra e le disuguaglianze». Elly Schlein e Peppe Provenzano sottolineano la sconfitta dei super-ricchi, mentre Giuseppe Conte (M5S) celebra la bocciatura del riarmo. Infine Matteo Renzi invita a evitare automatismi e proiezioni, pur rimarcando che «le prossime elezioni si giocheranno sulla sfida globale tra destra e sinistra».
