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Politica internazionale

Il 90% di stranieri: ecco la scuola più pericolosa d'Europa

Aggressioni furti e risse: l’istituto di Ludwigshafen è la “vetrina di una politica di integrazione fallita”

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La violenza è all’ordine del giorno. Ci sono risse continue tra gli studenti e spesso spunta fuori una lama, anche in faccia ai professori. E poi l’antincendio usato per interrompere le lezioni. I furti, soprattutto ai danni dei più deboli. I graffiti sulle pareti, i bagni spesso allagati con le pozze di urina che fuoriescono nei corridoi. E ancora: le pareti insozzate dai graffiti e atti di vandalismo nelle classi. In Germania, l’istituto secondario Karolina Burger di Ludwigshafen è già stato ribattezzato «la scuola più pericolosa» del Paese. Anche se, forse, sarebbe meglio dire - come hanno giustamente sottolineato alcuni analisti - «la vetrina di una politica di integrazione fallita». Perché nei corridoi dell’istituto il 90 per cento dei 760 alunni sono figli di immigrati. Mentre in città gli stranieri sono ormai oltre il 40 per cento. Numeri figli (anche) delle politiche aperturiste dell’ex cancelliela Angela Merkel.

I numeri fanno impressione. In due anni alla Karolina Burger la polizia è intervenuta ben 121 volte e quasi tutte le chiamate hanno portato ad accuse penali. In Renania-Palatinato però ha sempre governato la Spd che, anziché prendere di petto il problema della scuola di Ludwigshafen, lo ha minimizzato nonostante in alcune occasione siano addirittura dovuti intervenire i reparti speciali. A marzo, tuttavia, c’è stato un ribaltone politico e, dopo trentacinque anni, è salita al comando la Cdu. La prima mossa è stata quella di rimuovere dall’incarico il preside Oliver Kästel, in passato già candidato (guarda un po’) dai socialisti a sindaco di Meckenheim.

Il caso è uscito dai confini della Renania-Palatinato ma non si è limitato a scatenare polemiche in Germania dove si registrano violenze almeno nel 35 per cento degli istituti scolastici e soprattutto dove il fallimento della favola dei confini aperti e dell’integrazione facile sta facendo crescere i consensi per Alternative für Deutschland. È arrivato anche nel Regno Unito dove la crescita continua di immigrati di seconda e terza generazione sta velocemente cambiando la demografia di numerose aree del Paese oltre che incidendo negativamente sugli indici di sicurezza. La «scuola più pericolosa» della Germania dovrebbe, però, fare aprire gli occhi anche ai buonisti di casa nostra. Oggi le classi ghetto sono realtà in molte città, soprattutto nei quartieri periferici più difficili. I problemi sono, almeno per il momento, confinati ai livelli di apprendimento. Basta, tuttavia, un niente che questi plessi diventino incubatori di violenza. D’altra parte è solo questione di numeri. E di un’integrazione spesso impossibile.

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