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Politica internazionale

Il diktat di Bonelli al Campo largo: “Boicottiamo Israele”

Il leader di Avs: “Fuori chi non vuole sanzioni per Netanyahu”. Un freno alle accelerazioni di Conte

Campo largo, Bonelli gela Renzi: "Con questi presupposti fermiamoci"

Ogni giorno ha il suo campo largo. Che si allarga o si restringe a seconda delle dichiarazioni degli attori protagonisti della coalizione. Ieri, per dire, è arrivato l’avviso di Angelo Bonelli, uno dei leader di Alleanza Verdi e Sinistra, rivolto ai compagni di viaggi. A margine dell’evento «Dall’economia di occupazione all’economia di liberazione», Bonelli ha voluto mettere in chiaro un concetto. È partito da lontano, il leader dell’ambientalismo radicale: «Questo governo ha dimostrato nei fatti di essere complice delle politiche criminali di Netanyahu. I coloni israeliani stanno uccidendo, massacrando le case dei palestinesi nella West Bank. A Gaza si continua a morire e cosa fa questo governo? Continua dire no alle sanzioni, continua ad avere un doppio standard sul diritto internazionale: sanzioni alla Russia, invece Netanyahu può continuare a massacrare il popolo palestinese».

Conclusa la premessa, ecco lo svolgimento che non sarà stato accolto dall’ala più moderata della coalizione con salti di gioia: «Voglio dire una cosa ai nostri alleati di centrosinistra: per noi di Avs il programma parte da questi punti. Ripristino del diritto internazionale, riconoscimento dello Stato di Palestina e sanzioni a Israele. Chi non è d’accordo si può accomodare alla porta. Non andremo al governo di questo Paese per fare le stesse cose di Giorgia Meloni».

La situazione è grave ma non è seria, direbbe Ennio Flaiano. Segno che la costruzione del programma e la stesura della parte relativa alla politica estera sarà operazione più complicata del previsto. Perché i nodi sono più di uno. Il primo appunto - anche alla luce delle parole di Bonelli - riguarderà la postura rispetto al conflitto in Medio Oriente tra Israele e Palestina. La posizione dell’ala più riformista del Partito Democratico su Israele non rispecchia le parole di Bonelli. Nodo che si aggiunge al nodo dei nodi, ovvero agli aiuti all’Ucraina. Qui è noto al grande pubblico che le posizioni si divaricano ancora di più, visto che la sinistra più radicale, capitanata da Avs e M5S, diverge sostanzialmente da quello che sostiene il Pd e in particolare i moderati del Nazareno che, va ricordato, hanno applaudito qualche giorno fa proprio Giorgia Meloni in aula al Senato in occasione delle comunicazione della premier in vista del Consiglio europeo. Su queste note non si registrano passi in avanti sul programma e va da sé sulle primarie. Schlein frena sulla consultazione e aspetta la pronuncia della Consulta sulla legge elettorale. Conte invece vorrebbe che si accelerasse sia sul programma sia sulle primarie. Non a caso parla già di comitati per le primarie e boccia l’idea di Schlein di una sfida a due: «Mi auguro più candidati, non che ci sia, diciamo, questo duello rusticano». Parole che non prefigurano nulla di positivo e che certificano la precarietà dell’alleanza.

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