Quattordici navi porta migranti sanzionate, 45 violazioni punite con fermi e multe, ma talvolta cancellate dalla magistratura compiacente. Il Giornale è in possesso della documentazione che dimostra come le Ong del mare sfidino il governo e violino la legge dall’approvazione del decreto Piantedosi del 2 gennaio 2023, che ha cercato di tamponare gli sbarchi. Il ministro dell’Interno, però, è deciso a reagire proprio con la Germania che vuole rimandarci i «dublinanti» mettendo sul piatto della bilancia i 40.281 migranti portati in Italia, durante il governo Meloni, dalle Ong del mare, in gran parte tedesche. Dall’inizio dell’anno 2.912, solo da navi di Ong tedesche. Dall’inizio del governo Meloni, 26.812 da navi battenti bandiera tedesca o da Ong tedesche. E non rispettano la legge: sulle 14 unità sanzionate, 11 sono territorio tedesco con il vessillo di Berlino, 2 sventolano quello norvegese e una ha la bandiera spagnola.
L’ultima sfida è di Sea Watch 5, che il 13 agosto aveva recuperato 6 migranti rifiutandosi di informare il Centro libico competente come area di soccorso. Piantedosi ha annunciato «45 giorni di fermo e 7 mila e 500 euro di multa». La nave tedesca «ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle Ong».
I talebani dell’accoglienza rispondono a muso duro dimostrando che non sono solo umanitari, ma un’entità politica dai toni estremisti e provocatori. In riferimento al centro di soccorso di Tripoli dichiarano che «l’Italia e l’Europa hanno dato, e continuano a dare, legittimità e protezione a questi criminali, trasformando il Mediterraneo in un far-west». E concludono il comunicato con un affondo al governo Meloni: «Incapace di rispondere ai problemi reali degli italiani, tra benzina alle stelle e stipendi fermi da trent’anni () Dategli più propaganda anti-ong».
Nel documento in possesso del Giornale si scopre che Sea Watch 5 ha il primato di 6 violazioni, soprattutto per il muso duro con i libici provocando «situazioni di pericolo» per i migranti. E c’è l’inchiesta di Brindisi che ha indagato il precedente comandante, Anne van Dam per favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.
Sea Eye 4, diventata da poco Mediterranea, dell’omonima Ong italiana di Casarini e soci, sempre con bandiera tedesca, conta pure 6 violazioni. Nella metà dei casi, però, è stata «graziata» dalla magistratura. Il 25 agosto 2025 non sbarcò i migranti a Genova, come richiesto dalle autorità italiane, ma a Trapani. Il Tribunale «sospende l’efficacia del fermo amministrativo» si legge nel documento. Il 5 dicembre scorso stesso scherzo con sbarco dei migranti a Porto Empedocle e non Livorno, graziata dal Tribunale di Agrigento.
La maggioranza delle contestazioni, 28, riguarda «il comandante della nave o l’armatore (che) non fornisce le informazioni richieste alla competente autorità nazionale per la ricerca e il soccorso in mare». Altre 17 violano questo comma: «Le modalità di ricerca e soccorso in mare da parte della nave non hanno concorso a creare situazioni di pericolo a bordo né impedito di raggiungere tempestivamente il porto di sbarco». L’Aurora Sar, bandiera tedesca, ma Ong del Regno Unito, è campionessa di recidiva (5 volte dal 2023). «Più volte non rispettava il Pos (punto di sbarco sicuro nda)» anche inventandosi problemi di carburante, cibo e acqua. Humanity 1 dell’omonima Ong tedesca ha violato la legge 4 volte, ma lo scorso 2 dicembre la «recidiva non è stata applicata dal prefetto di Chieti». La Trottamar III è stata sanzionata 4 volte. L’ultima, il 30 giugno: «Il Comando di bordo comunicava il soccorso esclusivamente alle Autorità maltesi e italiane omettendo intenzionalmente l’immediata comunicazione nei confronti del competente Centro di Coordinamento per il Soccorso marittimo libico», come Sea Watch. Le altre imbarcazioni tedesche sanzionate sono Nadir, Dakini, Louise Michel e Mare Go.
Geo Barents di Medici senza frontiere, batte bandiera norvegese e ha violato la legge 4 volte. Dal comandante che si «rifiuta di consegnare i dati di navigazione» a recuperi in area Sar libica «creando situazioni di pericolo». Per ben due volte, però, il Tribunale di Salerno e di Genova dispongono, a fotocopia, la sospensione del provvedimento di fermo amministrativo. Anche Ocean Viking, della Ong tedesca Sos Mediterranee, batte bandiera norvegese e ha fatto quello che voleva 3 volte. Il 30 dicembre 2023, «il natante operava mancando di rispettare le indicazioni impartite da I.M.R.C.C. Roma, continuando ad effettuare attività in area di operazioni nonostante il suddetto Centro di Soccorso avesse, più volte, intimato alla nave di dirigersi senza ritardo ed alla massima velocità sostenibile e con rotta diretta, verso il POS assegnato, ossia Bari».
Non è da meno Open Arms, bandiera spagnola, che ha violato 3 volte il decreto Ong effettuando ripetuti recuperi in mare e rifiutandosi di sbarcare i migranti nei porti assegnati. Il fanalino di coda spetta alla vecchia Mare Jonio di Casarini e soci, fermata e sanzionata 3 volte. Il 15 ottobre 2024 «il Comandante, il proprietario e l’Armatore, hanno continuato ad impiegare la nave in attività sistematica di ricerca e soccorso in mare in difformità alle certificazioni e ai documenti rilasciati dalle competenti Autorità di bandiera (ITALIA) ai fini della sicurezza della navigazione».
