Fin qui il grande sospettato si chiama Digital advanced flight control system (Dafcs) ovvero Sistema di controllo digitale avanzato del volo. Potrebbe essere stato un suo funzionamento anomalo, secondo un esperto sentito dal Giornale, ad aver generato il malfunzionamento che giovedì ha causato lo schianto del CH 47 F in cui sono morti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, sergenti dell’Esercito, assieme a Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo, rispettivamente soccorritrice e infermiere del Corpo Militare della Croce Rossa italiana.
Ad alimentare i sospetti degli esperti sono soprattutto le immagini del video in cui si vedono le fasi del decollo seguite dall’anomalo ripiegamento verso il basso della coda del Chinook e, subito dopo, dall’entrata in rotazione e dallo schianto. Per chi ha pilotato quel bestione da dieci tonnellate quel tipo di anomalia può essere generato solo da un comando o da un impulso errato. Ovviamente solo l’indagine tecnica affidata ai periti della
Commissione tecnica della Difesa arrivata ieri in quel di Brcko nella Bosnia settentrionale chiarirà le cause esatte del disastro.
Per ora, però, i sospetti degli esperti si addensano su quel Dafcs progettato per garantire stabilità all’elicottero in fase di decollo e ridurre il lavoro del pilota. Il sistema, interamente digitalizzato, consente di semplificare l’uso delle pedaliere mantenendo l’assetto desiderato in fase di decollo ed evitando continue correzioni manuali. Ma se l’impulso partito dalla pedaliera è alterato o sbagliato sono guai perché mancando i tradizionali collegamenti meccanici e idraulici il pilota si ritrova, soprattutto durante le prime fasi del decollo, ad avere poco tempo per correggere l’errore disattivando i comandi digitali.
Ovviamente si tratta di ipotesi perché solo un’indagine lunga e complessa sarà in grado di far luce sulle cause esatte dello schianto. Trattandosi di un CH 47 F, ovvero dell’ultima versione di questo elicottero, i periti potranno avvalersi del prezioso supporto del registratore di dati e voci di cabina (CVDR
- Cockpit Voice and Flight Data Recorder). La cosiddetta «scatola nera», assente nelle versioni precedenti del Chinook e inserita per la prima volta in questo modello, si trova sotto il corridoio che collega la cabina di pilotaggio e il vano di carico principale. Fondamentali per l’inchiesta saranno ovviamente le testimonianze dei due piloti, feriti nel violentissimo impatto assieme ad altre nove militari. Il primo ad attendere le risultanze dell’indagine è il procuratore militare di Roma Marco De Paolis che ieri ha avviato un procedimento senza ipotesi di reato. Saranno le conclusioni dell’indagine tecnica a fargli capire se ipotizzare un omicidio colposo o altri reati. Ieri in Bosnia sono arrivati il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Capo di Stato maggiore generale Luciano Portolano accompagnati da un’equipe medica incaricata di assistere i nove feriti ricoverati negli ospedali della zona.
