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Politica internazionale

“JD Vance impari da Giorgia Meloni”. La destra Usa guarda al premier italiano

The Hill incorona la leader del governo: “Ha trasformato la destra dopo Berlusconi. È il modello per il dopo-Trump”

"Nuovo inizio Ue-Usa". Meloni tra Vance e von der Leyen: "Giorgia, pontiera e amica". La premier: "Passo in avanti"

La strada per il dopo-Trump potrebbe passare da Palazzo Chigi. E il modello da seguire per raccogliere l’eredità del presidente americano avrebbe un nome preciso: Giorgia Meloni. A sostenerlo è Frank DiFulvio, giornalista e commentatore indipendente, che sulle pagine del quotidiano statunitense The Hill invita il vicepresidente JD Vance a studiare la strategia politica della leader di Fratelli d’Italia. Il motivo? La capacità di raccogliere l’eredità di un gigante come Silvio Berlusconi, trasformando la destra italiana senza limitarsi a replicarne lo stile.

Il ragionamento parte da una certezza: Donald Trump non potrà ricandidarsi nel 2028. E allora chi raccoglierà il testimone del movimento Maga? Il favorito è Vance, già saldamente inserito nella galassia conservatrice americana e considerato il principale candidato alla nomination repubblicana. Ma succedere a Trump, osserva DiFulvio, non sarà semplice. Esattamente come non lo è stato raccogliere l’eredità del Cavaliere, descritto come un leader capace di dominare la scena politica attraverso una personalità fuori dal comune. “Era Trump prima di Trump”, sintetizza il commentatore.

Ed è qui che entra in gioco la Meloni. Dopo aver lasciato il Popolo della Libertà nel 2012 e fondato Fratelli d’Italia, il premier ha costruito una propria identità politica, puntando su sovranità nazionale, contrasto all’immigrazione irregolare, valori tradizionali e difesa dell’identità occidentale. Una trasformazione che, secondo The Hill, ha consentito alla destra italiana di superare una politica imperniata sulla personalità del leader per diventare un movimento riconoscibile soprattutto per le proprie battaglie.

“La strategia ha funzionato brillantemente”, è il giudizio di DiFulvio, che attribuisce al presidente del Consiglio il merito di aver unito la destra e di essere diventata una delle figure politiche più popolari e influenti della storia italiana recente.

Le analogie con Vance, secondo l’analisi americana, non mancano. Dalla linea dura sull’immigrazione allo scetticismo verso il libero scambio e le istituzioni sovranazionali, fino alla centralità della sovranità nazionale e della difesa della civiltà occidentale. Il vicepresidente americano, tuttavia, si distingue da Trump soprattutto in politica estera, con posizioni più critiche nei confronti della Nato, del sostegno all’Ucraina e dell’interventismo statunitense. E proprio come la Meloni ha fatto con Berlusconi, dovrà dimostrare di saper conservare il consenso del proprio predecessore senza restare prigioniero della sua personalità.

La conclusione di The Hill è un vero e proprio riconoscimento politico al premier italiano: il modello per succedere a un leader ingombrante esiste già. E a tracciarlo, prima ancora che Vance possa tentare la scalata alla Casa Bianca, è stata Giorgia Meloni.

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